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April 13 Come posso dire se la tua voce è bella. So soltanto che mi penetra e mi fa tremare come una foglia e mi lacera e mi dirompe.
Cosa so della tua pelle e delle tue membra. Mi scuote soltanto che sono tue, così che per me non c'è sonno né riposo, finché non saranno mie.
1941
(Karin Boye)
Nessun cielo di una notte d'estate senza respiro giunge così profondo nell'eternità, nessun lago, quando le nebbie di diradano, riflette una calma simile come l'attimo -
quando i confini della solitudine si cancellano e gli occhi diventano trasparenti e le voci diventano semplici come venti e niente c'è più da nascondere. Come posso ora aver paura? Io non ti perderò mai.
(Karin Boye)
Sento i tuoi passi nella sala...
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Sento i tuoi passi nella sala, sento in ogni nervo i tuoi rapidi passi che nessuno nota altrimenti. Intorno a me soffia un vento di fuoco. Sento i tuoi passi, i tuoi amati passi, e l'anima fa male. Cammini lontano nella sala, ma l'aria ondeggia dei tuoi passi e canta come canta il mare. Ascolto, prigioniera dell'oppressione che consuma. Nel ritmo del tuo ritmo, nel tempo del tuo tempo batte il mio polso nella fame.
Karin Boye
Il meglio
Il meglio che possediamo non lo si può dare, non lo si può dire e neanche scrivere.
Il meglio del tuo animo niente lo può lordare. Risplende profondo laggiù per te e e per Dio solamente.
È il colmo della nostra ricchezza che nessun altro possa raggiungerlo. È il tormento della nostra miseria che nessun altro possa averlo.
Karin Boye
Sei la mia consolazione più pura
Sei la mia consolazione più pura,
sei il mio più fermo rifugio,
tu sei il meglio che ho
perché niente fa male come te.
No, niente fa male come te.
Bruci come ghiaccio e fuoco,
tagli come acciaio la mia anima –
tu sei il meglio che ho.
Karin Boye
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L'Amore non fa rumore
L ' Amore non fa rumore:
vibra ad un canto impercettibile
per le orecchie,
suona la musica dell ‘anima.
L ‘ Amore non si nutre:
con sguardi, con silenzi,
con piccole carezze.
L ' Amore si ripara:
dall' ‘invidia dalla ferocia,
dall ‘ indifferenza
L ' Amore non ha fretta:
vive nell' ‘ umido tepore
dell ' attesa, della presenza.
Vincent Navire
Orme
Come orme di passi sulla sabbia Sono i ricordi nella memoria
Un onda li porta via
Solo un pensiero affidato ad una penna Solo un immagine fissata da una foto Fermano il ricordo di un istante, solo un istante.
Il resto è vita. ..
Vincent Navire
SOGNO E AMORE
Amore mio, tu hai il sogno di un amore: dolcezza, forza, comprensione, tutto in una donna sola.
Sono dolce, se non ti nascondi Sono forte, se non mi stanchi So comprendere, se mi spieghi
Anch'io ho un sogno d'amore: dolcezza, forza e comprensione tutto in un uomo solo.
Sei dolce, se non mi arrabbio Sei forte, se non intestardisco a far da sola Sai comprendere, se ti spiego
Ho paura di non essere io il tuo sogno d'amore, e tu hai paura di non essere il mio.
Ma, quando non ci sei: vedo le pieghe sul viso, ascolto la tua voce calda che ride con la mia, sento la tua carezza leggera, e pulsare il tuo cuore col mio.
E so che non ho più bisogno di sognare.
Vincent Navire
February 07 Ancora saluterò il sole
Ancora saluterò il sole il ruscello che scorreva dentro me le nuvole che erano i miei lunghi pensieri dolente crescere dei pioppi del giardino che con me passavano da aride stagioni il gruppo dei corvi che portavano come dono per me l'odore dei notturni campi mia madre che abitava nello specchio ed aveva l'aspetto della mia vecchiaia ed ancora saluterò la terra che la sensualità della mia ripetizione ammassava il suo infiammato interno di semi verdi
Vengo, vengo, vengo con i miei capelli: la continuazione degli odori del sottosuolo con i miei occhi: le dense esperienze dell'oscurità con i cespugli che ho raccolto dai boschi da quel lato del muro vengo, vengo, vengo e la soglia si riempie di amore ed io sulla soglia, ancora saluterò quelli che amano e la ragazza ancora qua, sulla soglia piena d'amore in piedi
Il vento ci porterà
Nella mia piccola notte peccato il vento ha appuntamento con le foglie degli alberi nella mia piccola notte c'è l'ansia di rovina
Ascolta senti il soffio della tenebre? io guardo stranamente questa felicità io mi sono abituata alla mia disperazione ascolta senti il soffio della tenebre? nella notte passa qualcosa la luna è rossa e torbida e su questo tetto che in ogni momento c’è la paura di precipitare le nuvole, come la folla in lutto aspettano forse l'istante di piovere
Un momento e poi, niente dietro questa finestra la notte sta tremando e la terra sta fermandosi di girare dietro questa finestra un ignoto si è preoccupato per me e per te
O immenso verde metti le tue mani come un ardente ricordo, nelle mie innamorate mani e affida le tue labbre come un sentimento dell'esistenza alle carezze delle mie labbre innamorate il vento ci porterà con sé il vento ci porterà con sé
Dono Io parlo dell’estremità della notte dell’estremità del buio e parlo dell’estremità della notte
Se vieni a mia casa portami un lume, caro ed una finestra dal quale guarderò la folla della felice via
Solitudine di luna
Per tutta la notte i grilli gridarono: "Luna! Grande luna... "
Per tutta la notte i rami, braccia tese dalle quali salivano al cielo i sospiri sensuali e la brezza arresa ai decreti degli dèi misteriosi e sconosciuti e i mille respiri segreti nella vita occulta della terra e la lucciola nel suo cerchio luminoso e vagante e l'inquietudine sul soffitto di legno e Laila dietro il velo e le rane nello stagno tutti insieme, tutti insieme incessantemente fino al chiarore gridarono: "Luna! Grande luna... "
Per tutta la notte luna fiammeggiò sulle terrazze Era il cuore solitario della sua notte, dorata e nodo in gola stava scoppiando in lacrime.
Il vento ci porterà via (Le vent nous emportera)
Dentro la mia notte, così breve, così impetuosa
il vento e le foglie si ritrovano
La mia notte è breve e piena di un'angoscia devastatrice.
Alla disperazione sono abituata
Ascolta, senti il respiro delle tenebre?
Io guardo meravigliata questa felicità
Ascolta, senti il respiro delle tenebre?
Ora, nella notte, qualcosa sta passando,
e la luna rossa è in allarme.
E appese a questo tetto,
che ogni momento rischia di cadere
le nuvole, come un popolo in lutto,
attendono il momento della pioggia.
Un momento e subito dopo... nulla più.
Dietro questa finestra
la notte trema e la terra smette di girare.
Oltre la finestra, un estraneo si preoccupa di me e di te.
Oh corpo rigoglioso... le tue mani come un ardente ricordo,
si posano tra le mie mani innamorate.
E tu affida le tue labbra, sazie del calore della vita
alle carezze delle mie labbra innamorate.
Il vento ci porterà via.
Il peccato (The sin)
Ho peccato, un peccato tutto riempito di piacere
avvolta in un abbraccio, caldo e ardente,
ho peccato tra due braccia
che erano piene di vita, virile, violente.
Nel luogo debole e silenzioso dell'isolamento
ho guardato nei suoi occhi che erano pieni di mistero
il mio cuore ha palpitato nel mio petto anche troppo fremente
per il desiderio che ardeva nei suoi occhi.
Nel luogo debole e silenzioso dell'isolamento
come mi sono seduta accanto a lui tutto l'interno in agitazione
le sue labbra si sono posate sulle mie labbra
ed io ho lasciato cadere i dispiaceri del mio cuore.
Ho sussurrato nel suo orecchio queste parole di amore:
“Ti voglio, amico della mia anima
voglio che tu mi stringa tra le tue braccia
voglio che tu ti stringa a me, che sono folle d’amore per te.”
Il desiderio è sgorgato nei suoi occhi
come del vino rosso sgorgato da una coppa
il mio corpo ha volato sopra al suo
nella morbidezza del letto soffice.
Ho peccato, un peccato tutto riempito di piacere
accanto a un corpo ora debole e languido,
sono consapevole di quello che ho fatto
nel luogo indistinto e silenzioso dell'isolamento.
Inondami
luce della luna accompagnami nell'alba riempi la mia aria di note vivaci fresche spargi odori colorati di buono accarezzami la pelle come leggere sete cospargimi di sensuale calore riempimi d sapori accoglienti rendi viva la mia vita Inondami.
MANI
Mani sulla pelle forti delicate mani bramose mani vogliose respiri cercarsi trovarsi mani che si incrociano mani che si accrezzano mani mani tra i capelli mani sul viso sul collo sul petto sulla schiena sui fianchi sulle gambe tra le gambe mani che scivolano mani che stringono mani che seguono i profili mani che si perdono mani che s'incontrano mani che lottano mani le tue le mie «le voglio addosso ... le voglio adesso».
BACI
Ci sono baci che non si possono dimenticare che non puoi smettere di desiderare baci che ti riempiono il cuore baci che ti esplodono dentro baci che riempiono l'aria d fuochi d'artificio baci che ti fanno toccare il cielo con un dito baci che rendono unici inequivocabili indimenticabili momenti che durano un attimo eterno di un bacio.
CON TE
Lampi Luminescenti Stridono nell'Oscura Pece Notturna Piccoli Cristalli Appesi Accompagnano il Viaggio Accanto a Docili Onde che Rumoreggiano sulla Sabbia Dorata nel Silenzio delle Strade Sole Serpenti tra Alberi una Dolce Carezza di Vento Sfiora i Capelli Abbandonati nell'Aria Limpida Piena di Sesso e Amore Rabbia e Sorrisi Lacrime e Gioia... Silenzi Sguardi... Eccola ancora la Sua Mano Calda Sensuale... Eccola ancora la Sua Bocca... Eccole ancora le Sue Braccia Forti e Amorevoli... Raggi di Luce Filtrano tra gli Orienti Violacei Rosati Albastri... Piccole Lame Svegliano Occhi Addormentati, una Mano... Corpi Caldi Abbandonati Vicini Lontani... nell'Angolo di uno Spazio Isolato nel Mondo... Leggere Note... Lontane Stridono nel Magico Silenzio e Ancora Giorno un Altra Vita... Ore Scandite da Dolci e Complici Risate tra Semplici Lenzuola Aggrovigliate Corpi Umidi e Caldi Pomeriggi Tiepide Notti... e Ora... È Ora...
AMANTI
Cristalline gocce di smeraldo delicate rugiade tinte di rubino caldi profumi oleosi danzano nella musica silenziosa tra due amnati clandestini ore infinite di attimi eterni e ancora quel respiro sospiro di nuova fine e nuovo inizio ritmi sensuali occhi pieni di appassionata vita e carezze docili dense di parole vuote ... mani che si intrecciano corpi unici amalgamati nella tiepida atmosfera illuminata da fioche candele inebriate d sapori...
January 18 Sì!
Sì... ancora sulle mie labbra, e non volevo lasciarti andare, ti sei fermato ancora sulla porta... il tuo sapore dolce e amaro ancora... per amarti, ti volevo ora, ti volevo sempre, dietro quella porta sono rimasta a pensarti. Contavo i minuti, poi le ore, dovevi tornare, sicura del mio amore, del tuo amore, sistemavo la casa per non pensare, il telefono, no, non lo dovevo fare, la voglia di te non mi faceva aspettare. Avevo messo un vestito rosso, quello che ti piaceva tanto, un nastro tra i capelli, li accarezzavi sempre, come sono belli! Sei arrivato, ho chiesto: chi è sono il tuo tutto, se ti accontenti, prima i fiori, poi i complimenti, non abbiamo mai cenato, tutto avevo preparato, ma quel vestito rosso... si! Sapevo avrebbe funzionato, dietro quella porta ancora, ti sei fermato.
L'appuntamento
Avevo sciolto i capelli, scelto con cura il vestito, era l'ultima occasione questo appuntamento, non avevo più voglia di provare. Gli anni passavano, come le gocce sui vetri, aspettavo e guardavo fuori, sento suonare scende e si ferma sotto il mio portone, ancora in dubbio se farlo entrare. Mentre saliva, il mio respiro diventava affannoso, il cuore più non contenevo, era la situazione ma più per la paura di un'altra delusione. Un baciamano, da vero signore, un mazzo di fiori, non credevo ancora, forse stavo sognando. Continuava a piovere e le luci della sera, fuori, erano magiche attraverso la finestra, la mano mi accarezzava, mentre mi parlava, ero tesa, non riuscivo a lasciarmi andare. Una momento imbarazzante, ma un bacio sulla fronte... Rimase a dormire sul divano, mentre accarezzava la mia mano, ancora è qui, tardi, ma finalmente ho trovato l'uomo della mia vita e l'ho sposato.
Forse Domani
Convinto ancora di avermi circuito aggiungendo un trofeo alla tua lunga lista, non ha mai voluto capire, che è la donna che conquista e quando vuole ti rincorre sulla pista. Le tue carezze, solo una conferma, sulla mia pelle che più non si ferma, trema, al solo sfiorare e le tue mani... dove sono, le sento dappertutto, hai cominciato per il tuo piacere, ed ora sei finito, distrutto. Ora sono io a guidare il gioco, che hai voluto iniziare senza amore, non pensavi di essere coinvolto, ed hai paura che qualcosa ti venga tolto, ora vivi aspettando le mie mani, e mi chiami e aspetti.... si, forse domani.
SARO'
Sarò lenta goccia che ti accarezza il viso, sarò sospiro per darti vita, sarò forza per farti andare e asciugherò ogni lacrima, se ci sarà dolore. Sarò il tuo mondo e la via, che potrai seguire, il vento dolce e caldo che ti vorrà accarezzare, sarò la terra dove lascerai l'impronta, sempre pronta a tutto quel che vuoi. Sarò l'unico eco che rimanderà la voce, quello che sentirai e ti darà pace. Avrai la sicurezza, sarò l'unico tuo porto, dove stanco, l'ancora potrai buttare e fermarti a riposare. Di te avrò cura anche nel piacere, e mille e mille volte di me potrai godere, ti accarezzerò con le parole, ti lascerò fare quello che vorrai, ti amerò per tutta la vita, con tutto il cuore.
Ti Cercherò
Fino alla fine dei nostri giorni, ti cercherò, per quei pochi attimi dedicati a me, e sempre aspetterò che torni, nell'aria ti sentirò, quel profumo lasciato sul cuscino, le tue pantofole vicino al camino, le tue rose sopra il tavolino. Sognerò di te, quando non ci sarai, sempre ti amerò, ricordando i tuoi gesti, le tue parole, e se mi concederai anche un solo minuto mi accontenterò. A te ho regalato la mia vita, hai dato senso ai miei giorni, sarò qui ad aspettarti ogni volta che vorrai. Sono tanti anni che ti sono vicino non importa come e quando finirà, ma mi rimarrà il dolce ricordo delle notti insieme, la felicità che mi hai sempre dato, la grande emozione dell'attesa, i tuoi baci e le tue carezze, la nostra grande intesa. Si, forse di più non ho mai preteso, ma senza te il sole più non scalda, e nonostante tutto, il cuore non si sente offeso, voglio te, anche se per un solo giorno, e non importa se forse non farai più ritorno...
Il Regalo Più Bello
Volevo farti un regalo, volevo sbalordirti, ho guardato il cielo, speravo in un briciolo di neve, per farti felice l'avrei custodito ma ho pensato che si sarebbe squagliato. Ho pensato ad un fiore che cresce nel prato, cosa impossibile, con il freddo già si era seccato. Una nuvola, un sogno mai sognato, un sacco con i desideri mai realizzati, una coperta di carezze, un cuscino di baci. Hai voluto semplicemente il mio cuore, la mia vita, un abbraccio, e ci siamo ritrovati vicini questo forse tra un po' sarà il più bel regalo che unirà ancor di più le nostre vite ho voglia di tanti bambini.
Donne
Siamo donne, passione, ossessione, mine vaganti, fiori profumati, farfalle variopinte. Segrete amanti, amiche, malinconici rimpianti. Sole, sale della vita, ingenue e bugiarde, maliarde. Pronte a carpirti il cuore, per poi buttarlo a mare. Ruffiane quanto basta, pensi di conquistarle, ma loro già hanno scelto e sei tu a capitolare. Calcolatrice e grande stratega, donna strega, finta dolcezza, mortale carezza. Morbido desiderio carnale, torbido e sensuale, donne e amore. December 17
L'amore, amore mio
L'amore, amore mio,
è una poesia graziosa scritta sulla Luna,
l'amore è disegnato su tutte le foglie degli alberi,
l'amore è inciso
sulle piume dei passeri,o
sulle gocce di pioggia...
Io ti amo quando piangi
e amo il tuo viso annuvolato e triste.
La tristezza ci unisce e ci divide
senza che io sappia
senza che tu sappia.
Quelle lacrime che scorrono,
io le amo
e in loro amo l'autunno.
Alcune donne hanno dei bei visi
ma diventano piu' belli quando piangono.
Ho prenotato per noi due una stanza nella casa della luna, gli alberghi del
mondo non mi soddisfano più, l'albergo dove mi piacerebbe alloggiare ...è
la luna ma lì, amore mio, non accettano uomini soli ci vieni con me,
o mia luna, sulla luna?
" qual'è la differenza tra me ed il cielo"
La differenza è che se tu ridi, amore mio,
io mi dimentico del cielo
O Signore il mio cuore non
mi basta più, quella che io
amo è grande quanto il mondo
metimene nel petto un altro
Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora
Se un altro ti donasse una nuvola
Io ti darei la pioggia
Se ti desse un lume
Io ti donerei la luna
Se ti donasse un ramo germogliato
Io tutti gli alberi
E se un altro di donasse una nave
Io ti darei l'intero viaggio.
Senza titolo I
Quando amo
sento di essere il re del tempo
possiedo la terra e tutto ciò che essa contiene
e cavalco nel sole sul mio cavallo.
Quando amo
mi trasformo in fluida luce
che occhio non vede
e i versi nei miei quaderni
si traformano in campi di mimosa e papavero.
Quando amo
acqua zampilla dalle mie mani
erba cresce sulla mia lingua
quando amo
sono tempo fuori dal tempo.
Quando amo una donna
tutti gli alberi
corrono scalzi verso di me...
Senza titolo II
La luce è più importante della lampada,
la poesia più importante del quaderno,
il bacio più importante delle labbra.
Le mie lettere a te
sono più potenti e importanti di noi due.
Sono i soli documenti
nei quali le genti scopriranno
la tua bellezza
e la mia follia.
November 20
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Amata, di quella sì dolce prigionia la mia anima è lieta... tenere braccia che inducono alla resa e voglion esser strette. sempre così mi trattenessero, Felice prigioniero sarei!
Amata, quella notte mi tenta che, nel tremante viluppo delle braccia, in alcun modo gli allarmi possano turbarci ma il sonno a più sognante sonno si sposi e l'anima con l'anima giaccia prigioniera. |
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Mia bella, mia colombella, Lèvati, a volo ! La notturna rugiada è un velo Sul mio sguardo e sulle labbra.
Tessono i vènti odorosi Musica di sospiri: Lèvati, lèvati a volo! Mia bella, mia colombella!
Io aspetto vicino al cedro, Mio amore, mia sorella. Bianco petto ha la colomba, Il mio sarà tuo letto.
È su di me come un velo La rugiada col suo pallore. Mia bella, mia colombella, Lèvati, lèvati a volo!
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Di dolce fresca rugiada e di mite fulgore tesse la luna un velo di silenzio nell'immoto giardino ove una bimba coglie le semplicette foglie di insalata.
Brine di luna stellano i cadenti capelli e chiaro di luna bacia la sua giovane fronte mentre, cogliendo, un'aria ella canticchia: Bella come è l'onda, bella, sei tu!
Datemi, prego, un orecchio di cera che mi schermi dall'infantile cantilena e un corazzato cuore contro a lei che i semplici raccoglie della luna.
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L'amor mio è vestita di luce In mezzo ai meli Dove i lieti vènti più bramano Di correre insieme.
Là dove i vènti lieti restano un poco A corteggiare le giovani foglie, L'amor mio va lentamente, china Alla propria ombra sull'erba;
Là dove il cielo è una coppa azzurrina Rovescia sulla terra ridente, Va l'amor mio luminoso, sostenendo Con garbo la veste. | November 14
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Tu, Elena, che vedi le stelle bruciare come bacche di vischio in un albero nero, tu certo, vedendo ch'io sono una tazza di baci la tua bocca dovresti poggiare alla mia e di me bere.
Elena, tu lasci svanire i miei baci nelle narici nere della notte; bevimi orsù, ti prego; tu, che baccante sei della Notte, come puoi sfuggire alla mia tazza di baci?
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Ora io sono tutto una tazza di baci, come le alte snelle vestali d'Egitto, ricolme dei divini eccessi.
A te alzo la mia coppa di baci e per i recessi azzurri del tempio, verso te grido tra sfrenate carezze.
Dal lucido contorno cremisi delle mie labbra si libera la passione giù per l'agile corpo bianco stilla l'inno commovente.
E immobile davanti all'altare elevo il calice colmo, gridandoti di genufletterti e bere, Altissima.
Ah, bevimi, su, che possa esser io entro la tua coppa come un mistero, quello del vino calmo in estasi.
Luccicando immoti, in estasi i vini di me e di te mescolati in uno compiano il mistero.
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Non respingermi se ti dico che scordo il suono della tua voce, che i tuoi occhi felici dimentico, mentre indagano attraverso il tempo per scorgere il nostro matrimonio.
Ma quando sbocciano i fiori del melo sotto la luna dalle dita pallide, sul mio petto vedo il tuo chiaro volto e i miei obblighi cancello, fingendomi malato.
Allora alla mia camera chiudo le imposte per nascondere il giardino, dove lieta è la luna per i fiori aperti, che la seducono con la loro bellezza, chiedendo d'esser ricambiati.
E a te levo le braccia dolenti e il mio petto avido angosciato sollevo e lacrimo davvero tormentandomi per te, e alle porte del sonno mi slancio, per riposare.
Tutta l'ansiosa notte m'agito per te, sognando che sottomessa la tua bocca si porga alla mia, sento trasportarmi dal tuo petto vigoroso in un sonno che nessun dubbio o sogno può insidiare. |
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L'amore ha fatto scoppiare il suo ermetico cuore come nei campi un'ape, nera e ambra, rompe il bozzolo invernale, per arrampicarsi sull'erba intiepidita dai novelli raggi di sole.
Di malizia albeggiano i suoi occhi ora e sull'iride colorata è un luccichio simile a quello sull'ali ripiegate dell'ape, prima del volo.
Chi, con un soffio conturbante, preciso, ha aperto le ali del giovane spirito timido? Chi ha eccitato l'animo a un inesperto volo nei suoi occhi di giovane ape incerta?
Grave rende l'amore la sua voce; il ronzio delle sue ali esitanti, pesanti, fa tremare di consapevolezza le cose comuni che dice, e le sue parole rallegrano. |
| | November 06
Non Esitare
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Non esitare ad amarmi;
la tua resa è annunzio
di dimore sospese.
Poi le strade aperte
della città del tuo sogno
inaugureranno le acacie
e il crepuscolo di giugno.
Aprimi la tua chioma trafitta
da coltellate di stella
e le tue mani sull'acqua
docilissima del freddo,
come fiori,come cigni;
e la tua gola che gonfia
per non so che deliquii,
e le tue tempie-conchiglie.
Poi saremo due ombre
brillanti di ricordi mutui.
Non esitare;
il clarino arrovella la brama
lunare di noi che siamo
labbra soltanto e sete.
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Che toccar la Stella o persuaderti...
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A che toccar la stella o persuaderti
che al sole sono giunto per cercarti?
A inventarti mi resta ancora lume
e materia mi manca per forgiarti.
Della luce più facile la morte,
mi trafigge il tuo amore parte a parte;
cerco il mio sangue, amore, per trovarti
e a vederti mi specchio nelle mani.
Se t'ho creato, amore, e mia non sei,
dimmi, questa saggezza del ritorno
a che cosa ci serve e ci lusinga.
Questa luttuosa carne che sopporto,
dimmi per quali notti senza luna,
senza il tuo alone, il suo sogno alimenta.
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Quanto facilmente sei accorso...
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Quanto facilmente sei accorso
alla mia voce, e in quale istante!
Sei tu; ti riconosco
perchè ti è uguale la sera;
son le stesse le rose
e così chiara è l'aria
come quel dì. Le chiome
brillano degli alberi.
Sei tu, verso mio,
e docile sei accorso!
| October 29
Quando sarai arrivata...
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Quando sarai arrivata e ti avrò vista, piangendo
a forza di aspettarti, cosa ti dirò?
E dell'angoscia di amarti, aspettandoti
ritrovata, come ti amerò?
Che bacio tuo di lacrima avrò
per dimenticare ciò che ho vissuto ricordando
e che farò del vecchio dolore quando
non potrò dirti perchè ho pianto?
Come nascondere l'ombra in me sospesa
per l'angoscia della memoria immensa
che la distanza ha creato - fredda di vita
immagine tua che io ho composto serena
attenta al mio richiamo e alla mia pena
e che vorrei non perdere mai più...
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Sonetto da Montevideo
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Non ridere di me, che le mie lacrime
sono acqua per i fiori che hai piantato
nel mio essere infelice; e questo gli basti
per amarti sempre più e più.
Non ti dimenticare di me, che hai rivelato
la calma al mio sguardo ermo di pace
e non allontanarti da me quando sarà esaurito
in te quell'affetto in cui ti disperdi.
Non nascondermi mai il tuo viso; dimmi
sempre quel tenero addio di chi attende
un nuovo tenero addio che non tarda mai
per l'amante tuo dolcissimo che si è rifatto
alla tua pura immagine, o angelo custode
che non dai il tempo alla distanza di incaponirsi.
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Sonetto della rosa tardiva
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Come una giovane rosa, la mia amata...
bruna, bella , snella, ombrosa
sembra il fiore colto, ancora coperto di rugiada
nell'istante in cui sta per diventare rosa.
Ah, perchè non la lasci intoccata
poeta, tu che sei padre, nella misteriosa
fragranza del suo essere,fatto di ogni
cosa tanto fragile che completa la rosa...
Ma(mi dice la Voce) perchè lasciarla sullo stelo
ora che è rosa commossa
di essere nella tua vita quel che hai cercato
così dolorosamente lungo la vita?
Lei è rosa, poeta...così si chiama...
senti bene il suo profumo...Lei ti ama...
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Sonetto della donna casuale
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Poichè non sei colei che io cercavo
nè del mio ieri alcunchè ricordi,
poichè non c'è, al di qua e al di là dei mari,
qualcuno più erba e seta, avena e lava;
poichè l'effimero e il vano mi riveli
degli idoli antichi che adoravo
e così senza inni arrivi
quando io già di tutto disperavo;
e poichè sei felice e ami
qualcuno che è felice,fino a quel che resta
di me, quando forse non più vivrai,
sarai, inaspettata e lontana amica,
presente in ogni pensiero, gesto
e parola d'amore che avrò e dirò.
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October 13
Non so se è amore...
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Non so se è amore che possiedi o amore che simuli
quello che mi dai. Dammelo. Questo mi basta.
Se non lo sono più per età,
che io sia giovane per sbaglio.
Poco gli déi ci danno, e quel poco è illusorio.
E tuttavia, quando ce lo danno, pur illusorio, come dono
è autentico.
Lo accolgo, chiudendo gli occhi: mi basta.
Ma che pretendo di più?
No: non dire nulla. Supporre ciò che dirà la tua bocca silenziosa è come udirlo già.
Udirlo è meglio di come lo diresti. Ciò che è non affiora dalle frasi e dai giorni.
Sei migliore di quello che sei. Non dir nulla: so. Grazia del corpo ignudo che invisibile si vede. Tutte le lettere d'amore sono ridicole. Non sarebbero lettere d'amore se non fossero ridicole. Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore, come le altre, ridicole. Le lettere d'amore, se c'è l'amore, devono essere ridicole. Ma dopotutto solo coloro che non hanno mai scritto lettere d'amore sono ridicoli. Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo senza accorgermene lettere d'amore ridicole. La verità è che oggi sono i miei ricordi di quelle lettere a essere ridicoli. (Tutte le parole sdrucciole, come tutti i sentimenti sdruccioli, sono naturalmente ridicole). | | | (Da: "Il guardiano delle greggi") | | |
Il mio sguardo è nitido come un girasole. Ho l'abitudine di camminare per le strade guardando a destra e a sinistra e talvolta guardando dietro di me... E ciò che vedo a ogni momento è ciò che non avevo mai visto prima, e so accorgermene molto bene. So avere lo stupore essenziale che avrebbe un bambino se, nel nascere, si accorgesse che è nato davvero... Mi sento nascere a ogni momento per l'eterna novità del Mondo... Credo al mondo come a una margherita, perché lo vedo. Ma non penso ad esso, perché pensare è non capire... Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui, (pensare è un'infermità degli occhi) ma per guardarlo ed essere in armonia con esso... Io non ho filosofia: ho sensi. Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è, ma perché l'amo, e l'amo per questo perché chi ama non sa mai quello che ama, né sa perché ama, né cosa sia amare... Amare è l' eterna innocenza, e l'unica innocenza è non pensare... |
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| October 04
Perché ti amo, di notte son venuto da te così impetuoso e titubante e tu non mi potrai più dimenticare l' anima tua son venuto a rubare.
Ora lei è mia del tutto mi appartiene nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potrà salvare.
Una danza di Chopin irrompe nella sala, una frenetica, scatenata danza, Le finestre riflettono aria di tempesta, una corona appassita orna il pianoforte.
Il pianoforte tu, il violino io, così suoniamo e non finiamo mai ed aspettiamo ansiosi, tu ed io, chi romperà per primo l'incantesimo.
Chi si fermerà per primo in mezzo al ritmo e spingerà via da sé i lumi, e chi per primo farà la domanda alla quale risposta non c'è.
AMORE
La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole le tue labbra che baciando mi benedicono, le tue dita care voglio tenere e giocando congiungerle con le mie dita,
saziare il mio assetato sguardo col tuo, avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli, con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio rispondere a ogni movimento delle tue membra
e da sempre nuovi fuochi d'amore rinnovare mille volte la tua bellezza, finché entrambi appagati e grati ci troviamo felicemente sopra ogni dolore,
finché senza desideri salutiamo il giorno e la notte, l'oggi e l'ieri come fratelli amati finché camminiamo sopra ogni fare e ogni agire come raggianti in una pace completa.
IO TI CHIESI
Io ti chiesi perché i tuoi occhi si soffermano nei miei come una casta stella del cielo in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo come si saggia un bimbo con lo sguardo, mi hai detto poi, con gentilezza: ti voglio bene, perché sei tanto triste.-
September 24 SOSPIRO
La mia anima verso la tua fronte, o calma sorella, un autunno cosparso di lentiggini, e verso il cielo errante del tuo occhio angelico, sale, come in un giardino melanconico, fedele, un bianco getto d'acqua sospira verso l'Azzurro! - Verso l'Azzurro intenerito d'ottobre pallido e puro che guarda nelle grandi vasche il suo languore infinito, e lascia, sull'acqua morta dove la fulva agonia delle foglie erra al vento e scava un freddo solco, trascinarsi il sole giallo con un lungo raggio. -
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Il verginale, il bello e il vivace presente Con un colpo dell'ala ebbra ecco ci spezza Il duro lago obliato chiuso dal trasparente Ghiacciaio di quei voli che mai seppero altezza!
Un cigno d'altri giorni se stesso a ricordare S'abbandona magnifico, ma ormai senza rimedio Per non aver cantato la plaga ove migrare Quando già dello sterile inverno splenda il tedio.
Questa bianca agonia inflitta nello spazio Al collo che lo nega lo scuoterà di strazio, Ma non l'orror del suolo dove sta prigioniero.
Forma che dona ai luoghi il suo candor di giglio, Il Cigno senza moto nell'inutile esilio Si veste del disprezzo d'un gelido pensiero
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La luna s'attristava. Serafini in lagrime sognando, con l'archetto fra le dita nella calma dei fiori vaporosi, traevano da morenti viole bianchi singhiozzi scivolanti sull'azzurro delle corolle. – Era il giorno benedetto del tuo primo bacio. La mia fantasticheria, dilettandosi di martoriarmi, s'inebriava sapientemente del profumo di tristezza che, pur senza rimpianto e senza disgusto, lascia l'aver colto un Sogno al cuore che lo colse. Erravo dunque, fisso l'occhio sul selciato invecchiato, quando, con del sole sui capelli, nella via e nella sera tu ridendo mi apparisti, e credetti vedere la fata dal cappello di luce, che un tempo sui miei sonni belli di bimbo viziato passava, sempre lasciando dalle mani mal chiuse nevicare bianchi mazzi di stelle olezzanti.
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| Dal "Fogli d'Album"
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Se tu vuoi noi ci ameremo con le tue labbra senza dirlo, questa rosa non la spezzare che a versare un silenzio peggiore
mai canti lancino pronti lo sfolgorio del sorriso, se tu vuoi noi ci ameremo con le tue labbra senza dirlo
muto muto tra i cespugli, silfo nella porpora imperiale, un bacio fiammeggiante si dilania fino alle punte delle piccole ali se tu vuoi noi ci ameremo.
| | | September 21 PER QUELL’AMORE…
Non andrò via da te…
Dal cuore che richiama ogni mio senso
da quelle braccia che mi stringono
levandomi il respiro.
Per quell’amore che mi hai dato,
per quell’amore che ho trovato.
Per tutto ciò che rappresenti
il mio sogno, il mio domani
Le tue lacrime come cristalli
rotolano sulle mie mani.
Non ti lascio, vivo di te
per la vita che mi hai dato
per il sogno che ho goduto.
Riposa su questo mio cuore
dove dimora il tuo sorriso
Per quel battito che ho sentito,
per quelle voci che ho udito.
Per quelle nostre promesse
racchiuse nel vento
Per le tue carezze per i tuoi sospiri.
Avvolti nel mistero di un amore,
quei sorrisi parlano di tenerezza
contemplando l’addio alla
tristezza e alla malinconia
Due mani, due cuori, un solo respiro,
un solo istante che vive
di magiche emozioni
Per noi amore che guardiamo
al futuro con gli stessi occhi,
per noi che incrociamo
i nostri destini.
Per quegli attimi che, inesorabili,
accarezzano i pensieri nella notte
e poi ancora e ancora una volta
assieme per la vita, per l’amore,
per la tenerezza che riscopro nei tuoi
occhi ogni volta che ti guardo.
Vivimi oggi, vivimi sempre e comunque.
Vivimi nell’istante in cui ti ho amato.
Vivimi nell’istante che il sogno muore
e genera la realtà.
Vivimi ancora in questa lontananza,
per quella passione che rinvigorisce l’anima,
per quella melodia che le da’ vita.
TI AMO
Eugenia Calaudi
Amare
Ti cerco fra mille lacrime
tra mille pensieri che confondono il tuo ricordo.
Ti cerco in una stella che mi fa compagnia
in questa notte buia.
Frugo nei cassetti del perduto amore,
lontano nel tempo beffardo
inseguo il sogno, il nostro sogno,il mio!
Fragili come un cristallo, si frantumano i miei desideri
più nascosti.
So che non sarà mai!
So che le tue mani mai più sfioreranno i miei capelli e
che il tuo sorriso non riecheggerà mai più
nelle mie giornate, ma io che posso farci?
Solo colpevole di amarti ancora
e tu reo di essere, instancabilmente, nei miei pensieri, tra i miei fogli, fra le pieghe delle mie lenzuola e nell’aria che respiro…
Dove sei dolcissimo amore mio?
Perché ti perdo ogni volta che ti ritrovo e queste
maledette lacrime non fanno altro che ricordarmelo…?
Perché fuggi da me, dalle mie labbra, dal mio cuore,
dai miei occhi e dai miei sorrisi?
Ho bisogno di te! Ti vorrei dalle prime ore del mattino
alle ultime della notte, quando sono sola e ascolto i suoi silenzi,
quando il pensiero di ogni tuo respiro si insinua
furtivo, fra le mie lacrime.
Che ne sarà dei nostri baci e dei momenti passati
a ridere di noi.
Che ne sarà di quella tenera poesia che i tuoi occhi
dedicarono al mio sguardo…
Una piccola realtà, grande come il mare che
s’infrange contro un cuore disperso nel vento di settembre.
I miei pensieri come tanti granelli di sabbia
giocano a rincorrere i mie sogni ribelli.
Mi manchi e mi manca l’aria nei polmoni appena il tuo ricordo
si affaccia alla mia mente.
Amarti, solo questo può farmi vivere.
Amare il tuo profumo che i inebria i sensi,
amare la tua assenza che affligge l’anima!
Amare i tuoi occhi, le tue mani, la tua bocca.
Amarti in ogni senso e dimensione!
Amarti fino allo sfinimento dei sensi,
fino a quando non esisteranno più parole
per descrivere il mondo.
Fino a quando le onde del mare non
smetteranno di infrangersi sulla riva e
le stelle dell’Universo non si spegneranno
per sempre.
Ecco amore mio,
solo allora smetterò di amarti…
Il mio amore andrà oltre la morte e segnerà l’Eternità!
Eugenia Calaudi
Se fossi un angelo
Se fossi un angelo volerei da te e starei sempre al tuo fianco. Così senza parlare bacerei ogni tua lacrima di tristezza e la trasformerei in una lacrima di gioia. Ti regalerei un sorriso per ogni attimo della tua vita. Nel momento in cui capirò che non hai più bisogno di me volerò via in silenzio come sono arrivato, lasciando dietro di me il profumo di un dolcissimo ricordo, delicato come una rosa e raro come una perla...
Eugienia Calaudi
September 19
Come ti amo? -
Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi. Ti amo fino agli estremi di profondità, di altura e di estensione che l’anima mia può raggiungere, quando al di là del corporeo tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale. Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane, alla luce del giorno e al lume di candela. Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia; Ti amo con la stessa purezza con cui essi rifuggono dalla lode; Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze e quella che fanciulla mettevo nella fede; Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito coi miei santi perduti, - ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e, se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.Elizabeth Barrett Browning
La schiava greca di Hiram Powers
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Si dice che la Bellezza Ideale non possa entrare nella casa d'angoscia. Una figura straniera sta sulla soglia, con le mani incatenate, la Schiava greca: come se lo scultore eleggesse lei, (quella perfezione impassibile che egli le diede, ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre) per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi, con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo, infuocato dito dell'arte! - e spezza presto la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra, dalla pura sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo! Cattura nel tuo volto divino, le pene e dell'oriente e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti, da tuoni di bianco silenzio sconfitti!
Elizabeth Barrett Browning
XIV)
E se mi devi amare per null’altro sia
che per amore. Non dire "L’amo per il
suo sorriso, il suo sguardo, il modo
gentile di parlare, per le sue idee
che si accordano alle mie e che un giorno
mi resero sereno". Queste cose possono
Amato, in sé mutare o mutare per te.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che
le mie guance asciuga. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo
conforto, e perdere così il tuo amore.
Ma amami solo per amore dell’amore,
che cresca in te, in un’eternità d’amore!
Elizabeth Barrett Browning
Amato, mio amato... (Sonetto XX)
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Amato, mio Amato, quando penso che tu eri nel mondo un anno fa, e io, qui nella mia neve, non vedevo orma, né udivo fendersi il silenzio alla tua voce. Invece, anello dopo anello, le catene contavo, come se mai dovessero cadere, sciolte dalla tua mano. E adesso bevo alla coppa di una vita di prodigi. Fu ben strano non sentirti fremere, la notte o il giorno, per un tuo gesto o atto, né presentire nei bianchi fiori che vedevi crescere, una tua essenza. Così è ottuso l'ateo, che di Dio non sente la presenza.
Elizabeth Barrett Browning |
Sonetto XIV
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Se devi amarmi, per null'altro sia se non che per amore; non dire mai: "L'amo per il sorriso, per lo sguardo, la gentilezza del parlare, il modo di pensare conforme al mio, che mi rese sereno un giorno". Queste son tutte cose che posson mutare, Amato, in se' o per te, e un amore cosi' sorto potrebbe poi morire. E non amarmi per pieta' di lacrime che bagnino il mio volto. Puo' scordare il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto, e perderti. Soltanto per amore amami - e sempre, per l'eternita'.
Elizabeth Barrett Browning
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Amato, mi portasti estate e inverno molti fiori colti in giardino che qui, al chiuso della stanza, parevano sbocciare come a pioggia e a sole. Ora per amore raccogli i miei pensieri, qui pure germogliati, che colsi al freddo e al caldo, dal mio cuore. Sì, in attesa di essere da te potati, aiuole e pergolati si sono ricoperti di ruta ed erbe amare, ma c'è anche l'edera e la rosa canina. Conservale, come io feci coi fiori, e mettile dove non sfioriscano. Agli occhi insegnane i colori, all'anima dì che le radici sono nella mia. |
Elizabeth Barrett Browning
La prima volta che lui mi baciò (Sonetto XXXVIII)
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La prima volta che lui mi baciò, baciò solamente le dita della mano che scrive che si fece così più delicata e bianca, restìa al mondo ma non coi suoi. "Senti?", al brusio degli angeli. Ora io non vorrei un anello di ametista alla vista più puro di quel bacio. Fu più in alto il secondo, e, cercando la fronte, si perse una metà sopra i capelli. O dono supremo! Crisma d'amore che con benefiche dolcezze precede la vera ghirlanda d'amore. Il terzo fu deposto, perfetto, sulla mia bocca, e fin d'allora, superba, io ripeto: Mio unico, mio amato!
Elizabeth Barrett Browning | |
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Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi. Ti amo fino agli estremi di profondità, di altura e di estensione che l'anima mia può raggiungere, quando al di là del corporeo tocco i confini dell'Essere e della Grazia Ideale. Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane, alla luce del giorno e al lume di candela. Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia; Ti amo con la stessa purezza con cui essi rifuggono dalla lode. Ti amo con la passione ù delle trascorse sofferenze e quella che fanciulla mettevo nella fede. Ti amo con quell'amore che credevo aver smarrito coi miei santi perduti, - ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell'intera mia vita! - e, se Dio vuole, ancor meglio t'amerò dopo la morte.
Elizabeth Barrett Browning
| | September 16
William Shakespeare
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SONETTO XLVI
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Occhio e cuore hanno in me guerra mortale
chè la tua vista vogliono spartirsi:
al cuore l'occhio sbarrare l'immagine
vorrebbe, il cuor nega all'occhio i diritti.
Afferma il cuore che dimori in lui -
scrigno ove d'occhi il cristallo non penetra -
ma un tale asserto l'avversario esclude:
"Dimora in me quella bella parvenza".
S'è riunito per assegnare il titolo
un giurì di pensieri(partigiani
tutti del cuore) e in verdetto han deciso
quanto al chiaro occhio spetta e al cuore caro,
così: all'occhio la parte che è fuori;
l'amor che hai dentro, è diritto del cuore.
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William Shakespeare
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SONETTO LVII
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Sono il tuo schiavo, a che mai dovrei attendere
se non ai tempi del tuo desiderio?
Tempo prezioso altro non ho da spendere
nè servigi, finchè tu non li chiedi.
Non oso accusar l'ora senza termine -
mio signore - se scruto sul quadrante
attendendoti, o il crudo dell'assenza
poi che al tuo servo l'addio pronunciasti.
Non oso chieder col pensier geloso
dove esser puoi, che fai, immaginare:
come uno schiavo triste penso solo
quanta gioia dai ora a chi t'è accanto.
Sì folle è amore, che nella tua voglia -
fa' ciò che vuoi - nulla di male coglie.
William Shakespeare
| SONETTO XLVII |
Fra l'occhio e il cuore s'è stretta alleanza
adesso, e l'un rende l'altro servigi,
quando l'occhio mi ha fame di uno sguardo
o sfanno il cuor gli amorosi sospiri:
del mio amore fa festa con l'immagine
l'occhio, e il cuor chiama al dipinto banchetto;
all'occhio ospite è il cuore in altri casi
e i pensieri d'amor con lui parteggia.
Così, in immagine o nell'amor mio,
lontano, sei con me presente sempre:
Dei pensieri più in là non puoi fuggire
e sempre io son con loro e lor con te,
o, se dormono, l'immagine appare
e il cuor risveglia, e il cuore e l'occhio affascina.
William Shakespeare
| SONETTO LXXV |
Come il cibo alla vita sei per me,
come alla terra acquazzoni di maggio,
e per tuo amore così mi tormento
come per l'oro suo pena l'avaro
che del possesso ora esulta,ma già
teme che i suoi tesori involi il tempo:
e ora bramo di starti unico accanto
ora che il mondo ammiri il mio piacere,
sazio talor soltanto del vederti,
poi subito affamato di uno sguardo;
e non v'è gioia ch'io tenga o insegua,
se da te non l'attendo o non m'avanza.
Così divoro e languo ognor, vorace
tutto afferrando o morendo di fame.
William Shakespeare
| SONETTO XCI |
Chi la nascita e chi la maestria
vanta, chi le ricchezze o il vigore,
chi vesti conce all'ultimo grido,
bracchi e falconi, o i cavalli ancora.
Nel suo piacere ogni umor si compiace
ove un diletto trovi oltre ogni bene,
ma niun di questi al mio può misurarsi,
chè li supero in un bene supremo.
Più è l'amor tuo per me che un'alta nascita,
più che ricchezze ricco o pregiatissime
vesti, è più gioia che falchi o cavalli:
ho te, e l'orgoglio d'ogni uomo vinco.
Ma una sventura c'è:tutto puoi togliermi
e farmi il più sventurato degli uomini.
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| September 15
Paul Eluard
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Parlare senza avere niente da dire...
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parlare...
senza aver niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell'anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglia degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere...
tenendosi per mano
Paul Eluard
| Quei tuo capelli... |
Quei tuo capelli d'arance nel vuoto del mondo,
Nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e
D'ombra dove con nude mani cerco i tuoi riflessi,
Chimerica è la forma del tuo cuore
E al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia.
O sospiri di ambra, sogni, sguardi.
Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria
Mia oscurata è ancora d'averti vista giungere
E sparire. Ha parole il tempo, come l'amore.
|
Paul Eluard
| L'innamorata |
Mi sta dritta sulle palpebre
E i suoi capelli sono nei miei,
Di queste mie mani ha la forma,
Di questi miei occhi ha il colore,
Dentro l'ombra mia s'affonda
Come un sasso in cielo.
Tiene gli occhi sempre aperti
Né mi lascia mai dormire.
I suoi sogni in piena luce
Fanno evaporare i soli,
E io rido, piango e rido,
Parlo e non so che dire.
Paul Eluard
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Manuel Altolaguirre
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Le tue parole
|
Appoggiata alla mia spalla
sei la mia ala destra.
Come se tu spiegassi
e tue tenere nere penne,
m'innalzan le tue parole
a un candidissimo cielo.
Esultanza.Silenzio.
Seduto ora al mio tavolo,
mi sanguina la spalla,
la tua assenza mi duole.
Manuel Altolaguirre
| Il tuo nudo |
Il cielo del tuo tatto
dorato copriva
l'occulto giardino
di passione e di musica.
Alte edere di sangue
abbracciavano le tue ossa.
La carezza dell'anima
- trepida brezza - moveva
tutto quel che tu eri.
Vaghissimo crepuscolo
di rossore e indolenza
era la tua pelle! Restavi
come astro senza scintillio
che dal sole riceva
la luce del tuo alone.
Soltanto sotto i tuoi piedi era notte.
Eri prigione di musica,
dalla musica catturata
che tentava fuggire
in ogni tuo gesto,
ma che uscir non poteva
e s'affacciava come un bimbo
ai vetri dei tuoi occhi limpidi.
Manuel Altolaguirre
| Sul mare |
Non posso sapere le ore
che accumulo lungi da te.
Un sole implacabile vieta
che il tempo passi. Non arriva
la notte mai. Io volo
sotto una luce ch'é morte,
luce che accerchia il tuo mondo,
luce che, s'io non corressi
la corsa dell'astro,
sarebbe per me l'aurora.
Felice te, che non hai
luce costante; che godi
notte e giorno nell'anima.
Non sai che cosa è smarrirsi
illuminato e insonne
nello spazio, tra nubi,
senza essere angelo, senza essere angelo.
Manuel Altolaguirre
| L'alba |
La pioggia è sguardi d'angeli
in gloria, accordi di cristalli.
E su tutto questo: l'allegria di stare
non accanto, né sopra e
neppure dentro, ma in Lei.
Confusi entrambi, più che fusi.
Diventati ormai un solo corpo,
un'anima sola che bacia se stessa
negli spazi bianchi, dimentica del mondo.
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Manuel Altolaguirre |
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| September 14
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CIELO D'APRILE
da "Soprattutto il sole"
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Nuvole plumbee, in questo cielo d'aprile. Il sole è appena scomparso e sembra già che stia per piovere. Lo sguardo si perde oltre l'orizzonte. Il sole è appena scomparso, ma mi manca già, come la gioia quando scompare, e lascia un vuoto nel cuore. E' un cielo plumbeo, questo cielo d'aprile. Ora che piove, sulla terra arata, sulla vigna curata, sull'erba, e sui fiori di ciliegio, che cadono , silenziosi e bianchi. Un vento freddo, brividi sulla mia pelle, che non conosce carezze. Ma forse domani tornerà il sole, tornerà a sorridere questo cielo d'aprile.
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Vellise Pilotti
| ASCOLTA IL SILENZIO
da "Soprattutto il sole"
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Spegni la TV, quello che dice non mi importa più, voglio ascoltare il silenzio. Ascolta il silenzio, siedi e chiudi gli occhi, lascia che i tuoi pensieri scivolino fuori, come l'acqua da una corolla dopo la pioggia. Il giorno sta finendo, il sole si è chiuso piano alla spalle, la porta della sua stanza, al margine del cielo. Ascolta il silenzio, senti il profumo del fieno, che l'aria porta fin qui. Anche le rondini sono andate a dormire, hanno cessato il loro andirivieni.
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Vellise Pilotti |
| VITA
da "Soprattutto il sole"
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Vita, tu sei il sole che riscalda la terra. Vita, tu sei ogni alba e ogni tramonto, ogni parola e ogni pensiero. Tu sei in ogni gesto, in ogni sorriso. Tu sei l'emozione più grande, e l'istinto più profondo. Tu sei il cuore del mondo. Anche se non sei quella che vorrei, il pensiero di arrendermi non mi sfiorerà mai. Vita, tu sei ogni fiore nel prato, ogni insetto indaffarato, ogni luce nell'ombra, ogni sogno, nel tepore del mio cuscino. Vita, ogni giorno è un' attimo , che passa veloce; e vorrei gridare: "fermati, aspetta!" Vita, tu sei mia.
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Vellise Pilotti
| EROI
da "Soprattutto il sole"
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Siamo noi gli eroi, quelli che continuano a sperare anche quando si dovrebbero rassegnare. Siamo noi i cavalieri, con la spada o senza, che cavalchiamo questa vita in lotta continua. Siamo noi che non sappiamo se domani saremo ancora qui, a ridere così di quella stupidaggine che hai detto tu. E intanto il tempo passa, e ci sembra di non aver vissuto veramente, ma solo di essere rimasti a galla, senza saper nuotare. Siamo noi gli eroi condannati a vivere, in questo mondo che non ci vuole. Siamo noi che non vinciamo mai, e se facciamo una gara è sempre contro di noi.
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Vellise Pilotti
| MATURITA'
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Esser maturi non vuol dire non sognare più. Forse è cadere, rialzarsi con più fatica, ma ritornare a volare. E ai sogni non rinunciare mai.
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Vellise Pilotti
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COLORI D'OTTOBRE
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Brillano le foglie d'acqua sulla solitaria strada. Silenziosi crepuscoli si accendono su ogni foglia rossa. Marrone ardente si brucia e diventa quasi nero vicino all'erba ancora verde. Giallo sole lucente calore si fonde nel nocciola riflesso che muore e riaffiora, nell'ombra-luce. Funghi camuffati di foglie per non dare nell'occhio fanno la loro comparsa un po' storti attaccati ad un albero.
Vellise Pilotti
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| FORTE E FRAGILE
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Non credere che io non sia fragile, mi basta una parola per stare male. Sono forte perché la vita non mi ha regalato niente. Ho sempre inventato storie per non sentirmi sola. La vita è un'altalena tra il male e il bene, tra il brutto e il bello, la follia e la ragione. L'equilibrio è un'equazione, che non sempre riusciamo a risolvere. Siamo come le lucertole, ci stendiamo al sole, per poterci scaldare, e se ci prendono per la coda la lasciamo, ne crescerà un'altra, e ricominceremo.
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Vellise Pilotti
| | | | | | September 12
José Martí
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Dai tuoi occhi arrossati...
|
Dai tuoi occhi arrossati
e da un fermaglio mal messo,
pensai che passasti la notte
giocando a giochi proibiti.
Ti odiai come vile e traditrice:
ti odiai con odio di morte:
mi nauseava vederti
così perfida e così bella.
E dal biglietto che ho visto
non so dove né quando,
so che sei stata a piangere
tutta la notte per me.
José Martí
| Che importa se il tuo pugnale... |
Che importa se il tuo pugnale
mi si pianta nella schiena?
Ho i miei versi, che sono
più forti del tuo pugnale!
Che importa se questo dolore
prosciuga il mare e oscura il cielo?
Il verso, dolce consolazione,
nasce alato dal dolore.
José Martí
| Eccoti il petto, donna... |
Eccoti il petto, donna,
so già che lo ferirai:
più grande dovrebbe essere,
perché lo ferissi ancor più!
Perché noto, anima pervertita,
che nel mio petto miracoloso,
più profonda è la ferita
e più il canto diventa grazioso.
José Martí
| Del tiranno? Del tiranno dì tutto... |
Del tiranno? Del tiranno
dì tutto, dì di più! E inchioda
con furia di mano schiava
sopra il suo obbrobrio il tiranno.
Dell'errore? Ah, dell'errore
dì l'antro, dì i viottoli
tenebrosi: dì quanto puoi
del tiranno e dell'errore.
Della Donna? Ebbene, può darsi
che tu muoia del suo morso;
ma non macchiar la tua vita
dicendo male di Donna.
José Martí
| Nello strano bazar dell'amore...... |
Nello strano bazar
dell'amore, accanto al mare,
la perla triste e senza pari
toccò in sorte ad Agar.
Agar, da tanto tenerla
in petto, da tanto vederla,
Agar giunse ad odiarla:
la calpestò, la gettò in mare.
E quando Agar, invelenita
d'inutile furia, e piangente,
chiese al mare la bella perla,
disse il mare burrascoso:
<<Che facesti, sciocca, che facesti
della perla che avesti?
La calpestasti, me la rendesti:
io serbo la perla triste>>.
José Martí
| Il leopardo ha un rifugio... |
Il leopardo ha un rifugio
nella foresta aspra e cupa:
io ho più del leopardo,
perchè io ho un buon Amico.
Dorme come su un giocattolo
la musmè sul suo poggiatesta
di acero del Giappone: io dico:
<<Il miglior cuscino è un Amico>>.
Il suo lignaggio ha il conte;
ha l'aurora il mendico:
l'ala ha l'uccello:io ho
laggiù in Messico un Amico!
Ha il signor presidente
un giardino con una fontana,
e un tesoro in oro e contanti:
io ho di più, io ho un Amico.
José Martí
| Riversa , cuore, la tua pena... |
Riversa , cuore, la tua pena
dove non si possa vederla,
per superbia, e per non essere
motivo di pena altrui.
Io ti amo, verso amico,
perché quando sento il petto
ormai troppo oppresso e disfatto,
divido il peso con te.
Tu mi sopporti, tu reggi
nel tuo grembo amoroso
tutto il mio amore doloroso,
tutte le mie ansie e pene.
Tu, affinchè io possa nella calma
amare e agire bene, acconsenti
a intorbidire le tue correnti
con quanto mi opprime l'alma.
Tu, affinché io passi fiero
per la terra, e senz'odio, e puro,
ti trascini, pallido e duro,
mio amoroso compagno.
La mia vita così si incammina
al cielo limpida e serena,
e tu porti la mia pena
con la tua pazienza divina.
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