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    April 13

    Karin Boye

    Come posso dire se la tua voce è bella.
    So soltanto che mi penetra
    e mi fa tremare come una foglia
    e mi lacera e mi dirompe.

    Cosa so della tua pelle e delle tue membra.
    Mi scuote soltanto che sono tue,
    così che per me non c'è sonno né riposo,
    finché non saranno mie.

    1941

    (Karin Boye)
     
     
    Nessun cielo di una notte d'estate senza respiro
    giunge così profondo nell'eternità,
    nessun lago, quando le nebbie di diradano,
    riflette una calma simile
    come l'attimo -

    quando i confini della solitudine si cancellano
    e gli occhi diventano trasparenti
    e le voci diventano semplici come venti
    e niente c'è più da nascondere.
    Come posso ora aver paura?
    Io non ti perderò mai.

    (Karin Boye)
     
     

    Sento i tuoi passi nella sala...

    Sento i tuoi passi nella sala, sento in ogni nervo i tuoi rapidi passi che nessuno nota altrimenti. Intorno a me soffia un vento di fuoco. Sento i tuoi passi, i tuoi amati passi, e l'anima fa male. Cammini lontano nella sala, ma l'aria ondeggia dei tuoi passi e canta come canta il mare. Ascolto, prigioniera dell'oppressione che consuma. Nel ritmo del tuo ritmo, nel tempo del tuo tempo batte il mio polso nella fame.

     

    Karin Boye

     

    Il meglio


    Il meglio che possediamo
    non lo si può dare,
    non lo si può dire
    e neanche scrivere.

    Il meglio del tuo animo
    niente lo può lordare.
    Risplende profondo laggiù
    per te e e per Dio solamente.

    È il colmo della nostra ricchezza
    che nessun altro possa raggiungerlo.
    È il tormento della nostra miseria
    che nessun altro possa averlo.

     

    Karin Boye

    Sei la mia consolazione più pura

    Sei la mia consolazione più pura,

    sei il mio più fermo rifugio,

    tu sei il meglio che ho

    perché niente fa male come te.

     

    No, niente fa male come te.

    Bruci come ghiaccio e fuoco,

    tagli come acciaio la mia anima –

    tu sei il meglio che ho.

     

    Karin Boye

     
     
     

    Vincent Navire

     

    L'Amore non fa rumore

     

    L ' Amore non fa rumore:

    vibra ad un canto impercettibile

    per le orecchie,

    suona la musica dell ‘anima.

    L ‘ Amore non si nutre:

    con sguardi, con silenzi,

    con piccole carezze.

    L ' Amore si ripara:

    dall' ‘invidia dalla ferocia,

    dall ‘ indifferenza

    L ' Amore non ha fretta:

    vive nell' ‘ umido tepore

    dell ' attesa, della presenza.

     

     Vincent Navire

     

     

     

    Orme

     

    Come orme di passi sulla sabbia
    Sono i ricordi nella memoria

    Un onda li porta via

    Solo un pensiero affidato ad una penna
    Solo un immagine fissata da una foto
    Fermano il ricordo
    di un istante, solo un istante.

    Il resto è vita.
    .
    .

    Vincent Navire

     

     

    SOGNO E AMORE

    Amore mio, tu hai il sogno di un amore:
    dolcezza, forza, comprensione,
    tutto in una donna sola.

    Sono dolce, se non ti nascondi
    Sono forte, se non mi stanchi
    So comprendere, se mi spieghi

    Anch'io ho un sogno d'amore:
    dolcezza, forza e comprensione
    tutto in un uomo solo.

    Sei dolce, se non mi arrabbio
    Sei forte, se non intestardisco a far da sola
    Sai comprendere, se ti spiego

    Ho paura di non essere io
    il tuo sogno d'amore,
    e tu hai paura di non essere il mio.

    Ma, quando non ci sei:
    vedo le pieghe sul viso,
    ascolto la tua voce calda che ride
    con la mia,
    sento la tua carezza leggera,
    e pulsare il tuo cuore col mio.

    E so che
    non ho più bisogno di sognare.

    Vincent Navire


    February 07

    Forough Farrokhzad

    Ancora saluterò il sole



    Ancora saluterò il sole
    il ruscello che scorreva dentro me
    le nuvole che erano i miei lunghi pensieri
    dolente crescere dei pioppi del giardino che con me
    passavano da aride stagioni
    il gruppo dei corvi
    che portavano come dono per me
    l'odore dei notturni campi
    mia madre che abitava nello specchio
    ed aveva l'aspetto della mia vecchiaia
    ed ancora saluterò la terra
    che la sensualità della mia ripetizione  ammassava
    il suo infiammato interno di semi verdi

    Vengo, vengo, vengo
    con i miei capelli: la continuazione degli odori del sottosuolo
    con i miei occhi: le dense esperienze dell'oscurità
    con i cespugli che ho raccolto dai boschi da quel lato del muro
    vengo, vengo, vengo
    e la soglia si riempie di amore
    ed io sulla soglia, ancora saluterò
    quelli che amano
    e la ragazza ancora qua,
    sulla soglia piena d'amore in piedi



    Il vento ci porterà

    Nella mia piccola notte peccato
    il vento ha appuntamento con le foglie degli alberi
    nella mia piccola notte c'è l'ansia di rovina

    Ascolta
    senti il soffio della tenebre?
    io guardo stranamente questa felicità
    io mi sono abituata alla mia disperazione
    ascolta
    senti il soffio della tenebre?
    nella notte passa qualcosa
    la luna è rossa e torbida
    e su questo tetto che in ogni momento  c’è  la paura di precipitare
    le nuvole, come la folla in lutto
    aspettano forse l'istante di piovere

    Un momento
    e poi, niente
    dietro questa finestra la notte sta tremando
    e la terra sta fermandosi di girare
    dietro questa finestra un ignoto
    si è preoccupato per me e per te

    O immenso verde
    metti le tue mani come un ardente ricordo, nelle mie
                                                 innamorate mani
    e affida le tue labbre come un sentimento dell'esistenza
    alle carezze delle mie labbre innamorate
    il vento ci porterà con sé
    il vento ci porterà con sé



    Dono
     
    Io parlo dell’estremità della notte
    dell’estremità del buio
    e parlo dell’estremità della notte

    Se vieni a mia casa portami un lume, caro
    ed una finestra dal quale
    guarderò la folla della felice via

     

    Solitudine di luna

    Per tutta la notte
    i grilli gridarono:
    "Luna! Grande luna... "

    Per tutta la notte
    i rami,
    braccia tese
    dalle quali salivano al cielo
    i sospiri sensuali
    e la brezza arresa
    ai decreti degli dèi misteriosi
    e sconosciuti
    e i mille respiri segreti
    nella vita occulta della terra
    e la lucciola
    nel suo cerchio luminoso e vagante
    e l'inquietudine sul soffitto di legno
    e Laila dietro il velo
    e le rane nello stagno
    tutti insieme, tutti insieme
    incessantemente
    fino al chiarore gridarono:
    "Luna! Grande luna... "

    Per tutta la notte
    luna
    fiammeggiò sulle terrazze
    Era
    il cuore solitario della sua notte,
    dorata e nodo in gola
    stava scoppiando in lacrime.


     

    Il vento ci porterà via

    (Le vent nous emportera)

    Dentro la mia notte, così breve, così impetuosa

    il vento e le foglie si ritrovano

    La mia notte è breve e piena di un'angoscia devastatrice.

    Alla disperazione sono abituata

    Ascolta, senti il respiro delle tenebre?

    Io guardo meravigliata questa felicità

    Ascolta, senti il respiro delle tenebre?

    Ora, nella notte, qualcosa sta passando,

    e la luna rossa è in allarme.

    E appese a questo tetto,

    che ogni momento rischia di cadere

    le nuvole, come un popolo in lutto,

    attendono il momento della pioggia.

    Un momento e subito dopo... nulla più.

    Dietro questa finestra

    la notte trema e la terra smette di girare.

    Oltre la finestra, un estraneo si preoccupa di me e di te.

    Oh corpo rigoglioso... le tue mani come un ardente ricordo,

    si posano tra le mie mani innamorate.

    E tu affida le tue labbra, sazie del calore della vita

    alle carezze delle mie labbra innamorate.

    Il vento ci porterà via.

     

    Il peccato (The sin)

    Ho peccato, un peccato tutto riempito di piacere

    avvolta in un abbraccio, caldo e ardente,

    ho peccato tra due braccia

    che erano piene di vita, virile, violente.

    Nel luogo debole e silenzioso dell'isolamento

    ho guardato nei suoi occhi che erano pieni di mistero

    il mio cuore ha palpitato nel mio petto anche troppo fremente

    per il desiderio che ardeva nei suoi occhi.

    Nel luogo debole e silenzioso dell'isolamento

    come mi sono seduta accanto a lui tutto l'interno in agitazione

    le sue labbra si sono posate sulle mie labbra

    ed io ho lasciato cadere i dispiaceri del mio cuore.

    Ho sussurrato nel suo orecchio queste parole di amore:

    “Ti voglio, amico della mia anima

    voglio che tu mi stringa tra le tue braccia

    voglio che tu ti stringa a me, che sono folle d’amore per te.”

    Il desiderio è sgorgato nei suoi occhi

    come del vino rosso sgorgato da una coppa

    il mio corpo ha volato sopra al suo

    nella morbidezza del letto soffice.

    Ho peccato, un peccato tutto riempito di piacere

    accanto a un corpo ora debole e languido,

    sono consapevole di quello che ho fatto

    nel luogo indistinto e silenzioso dell'isolamento.


    Camilla Argentieri

    Inondami

    luce della luna accompagnami nell'alba
    riempi la mia aria di note vivaci fresche
    spargi odori colorati di buono
    accarezzami la pelle come leggere sete
    cospargimi di sensuale calore
    riempimi d sapori accoglienti
    rendi viva la mia vita
    Inondami.
     
    MANI
     
    Mani sulla pelle
    forti delicate
    mani bramose
    mani vogliose
    respiri
    cercarsi trovarsi
    mani che si incrociano
    mani che si accrezzano
    mani
    mani tra i capelli
    mani sul viso
    sul collo
    sul petto
    sulla schiena
    sui fianchi
    sulle gambe tra le gambe
    mani che scivolano
    mani che stringono
    mani che seguono i profili
    mani che si perdono
    mani che s'incontrano
    mani che lottano
    mani le tue le mie
    «le voglio addosso
    ... le voglio adesso».
     
    BACI
     
    Ci sono baci che non si possono dimenticare
    che non puoi smettere di desiderare
    baci che ti riempiono il cuore
    baci che ti esplodono dentro
    baci che riempiono l'aria d fuochi d'artificio
    baci che ti fanno toccare il cielo con un dito
    baci che rendono unici
    inequivocabili indimenticabili
    momenti che durano un attimo eterno di un bacio.
     
    CON TE
     
    Lampi Luminescenti
    Stridono nell'Oscura Pece Notturna
    Piccoli Cristalli Appesi Accompagnano il Viaggio
    Accanto a Docili Onde che Rumoreggiano sulla Sabbia Dorata
    nel Silenzio delle Strade
    Sole
    Serpenti tra Alberi
    una Dolce Carezza di Vento Sfiora i Capelli Abbandonati nell'Aria Limpida
    Piena di Sesso e Amore
    Rabbia e Sorrisi
    Lacrime e Gioia...
    Silenzi Sguardi...
    Eccola ancora la Sua Mano Calda Sensuale...
    Eccola ancora la Sua Bocca...
    Eccole ancora le Sue Braccia Forti e Amorevoli...
    Raggi di Luce Filtrano tra gli Orienti Violacei Rosati Albastri...
    Piccole Lame Svegliano Occhi Addormentati,
    una Mano...
    Corpi Caldi
    Abbandonati
    Vicini Lontani...
    nell'Angolo di uno Spazio Isolato nel Mondo...
    Leggere Note... Lontane
    Stridono nel Magico Silenzio
    e Ancora Giorno
    un Altra Vita...
    Ore Scandite da Dolci e Complici Risate
    tra Semplici Lenzuola Aggrovigliate
    Corpi Umidi
    e Caldi Pomeriggi Tiepide Notti...
    e Ora...
    È Ora...
     
    AMANTI
     
    Cristalline gocce di smeraldo
    delicate rugiade tinte di rubino
    caldi profumi oleosi
    danzano nella musica silenziosa
    tra due amnati clandestini
    ore infinite di attimi eterni
    e ancora quel respiro sospiro
    di nuova fine
    e nuovo inizio
    ritmi sensuali
    occhi pieni di appassionata vita
    e carezze docili dense di parole vuote
    ... mani che si intrecciano
    corpi unici amalgamati nella tiepida atmosfera
    illuminata da fioche candele inebriate d sapori...
     
     
    January 18

    Anna DE SANTIS

     Sì!
     
    Sì... ancora sulle mie labbra,
    e non volevo lasciarti andare,
    ti sei fermato ancora sulla porta...
    il tuo sapore dolce e amaro ancora... per amarti,
    ti volevo ora, ti volevo sempre,
    dietro quella porta sono rimasta a pensarti.
    Contavo i minuti, poi le ore, dovevi tornare,
    sicura del mio amore, del tuo amore,
    sistemavo la casa per non pensare,
    il telefono, no, non lo dovevo fare,
    la voglia di te non mi faceva aspettare.
    Avevo messo un vestito rosso,
    quello che ti piaceva tanto,
    un nastro tra i capelli,
    li accarezzavi sempre, come sono belli!
    Sei arrivato, ho chiesto: chi è
    sono il tuo tutto, se ti accontenti,
    prima i fiori, poi i complimenti,
    non abbiamo mai cenato, tutto avevo preparato,
    ma quel vestito rosso... si!
    Sapevo avrebbe funzionato,
    dietro quella porta ancora, ti sei fermato.
     
    L'appuntamento
     
    Avevo sciolto i capelli, scelto con cura il vestito,
    era l'ultima occasione questo appuntamento,
    non avevo più voglia di provare.
    Gli anni passavano, come le gocce sui vetri,
    aspettavo e guardavo fuori, sento suonare
    scende e si ferma sotto il mio portone,
    ancora in dubbio se farlo entrare.
    Mentre saliva, il mio respiro diventava affannoso,
    il cuore più non contenevo, era la situazione
    ma più per la paura di un'altra delusione.
    Un baciamano, da vero signore, un mazzo di fiori,
    non credevo ancora, forse stavo sognando.
    Continuava a piovere e le luci della sera, fuori,
    erano magiche attraverso la finestra,
    la mano mi accarezzava, mentre mi parlava,
    ero tesa, non riuscivo a lasciarmi andare.
    Una momento imbarazzante,
    ma un bacio sulla fronte...
    Rimase a dormire sul divano,
    mentre accarezzava la mia mano,
    ancora è qui, tardi, ma finalmente ho trovato
    l'uomo della mia vita e l'ho sposato.
     
    Forse Domani
     
    Convinto ancora di avermi circuito
    aggiungendo un trofeo alla tua lunga lista,
    non ha mai voluto capire,
    che è la donna che conquista
    e quando vuole ti rincorre sulla pista.
    Le tue carezze, solo una conferma,
    sulla mia pelle che più non si ferma,
    trema, al solo sfiorare e le tue mani...
    dove sono, le sento dappertutto,
    hai cominciato per il tuo piacere,
    ed ora sei finito, distrutto.
    Ora sono io a guidare il gioco,
    che hai voluto iniziare senza amore,
    non pensavi di essere coinvolto,
    ed hai paura che qualcosa ti venga tolto,
    ora vivi aspettando le mie mani,
    e mi chiami e aspetti.... si, forse domani.
     
    SARO'
     
    Sarò lenta goccia che ti accarezza il viso,
    sarò sospiro per darti vita,
    sarò forza per farti andare
    e asciugherò ogni lacrima,
    se ci sarà dolore.
    Sarò il tuo mondo e la via,
    che potrai seguire,
    il vento dolce e caldo
    che ti vorrà accarezzare,
    sarò la terra dove lascerai l'impronta,
    sempre pronta a tutto quel che vuoi.
    Sarò l'unico eco che rimanderà la voce,
    quello che sentirai e ti darà pace.
    Avrai la sicurezza, sarò l'unico tuo porto,
    dove stanco, l'ancora potrai buttare
    e fermarti a riposare.
    Di te avrò cura anche nel piacere,
    e mille e mille volte di me potrai godere,
    ti accarezzerò con le parole,
    ti lascerò fare quello che vorrai,
    ti amerò per tutta la vita, con tutto il cuore.
     
    Ti Cercherò
     
    Fino alla fine dei nostri giorni,
    ti cercherò,
    per quei pochi attimi dedicati a me,
    e sempre aspetterò che torni,
    nell'aria ti sentirò,
    quel profumo lasciato sul cuscino,
    le tue pantofole vicino al camino,
    le tue rose sopra il tavolino.
    Sognerò di te, quando non ci sarai,
    sempre ti amerò,
    ricordando i tuoi gesti, le tue parole,
    e se mi concederai anche un solo minuto
    mi accontenterò.
    A te ho regalato la mia vita, hai dato senso ai miei giorni,
    sarò qui ad aspettarti ogni volta che vorrai.
    Sono tanti anni che ti sono vicino
    non importa come e quando finirà,
    ma mi rimarrà il dolce ricordo delle notti insieme,
    la felicità che mi hai sempre dato,
    la grande emozione dell'attesa,
    i tuoi baci e le tue carezze,
    la nostra grande intesa.
    Si, forse di più non ho mai preteso,
    ma senza te il sole più non scalda,
    e nonostante tutto, il cuore non si sente offeso,
    voglio te, anche se per un solo giorno,
    e non importa se forse non farai più ritorno...
     
     
    Il Regalo Più Bello 
     
    Volevo farti un regalo,
    volevo sbalordirti,
    ho guardato il cielo,
    speravo in un briciolo di neve,
    per farti felice l'avrei custodito
    ma ho pensato che si sarebbe squagliato.
    Ho pensato ad un fiore che cresce nel prato,
    cosa impossibile,
    con il freddo già si era seccato.
    Una nuvola, un sogno mai sognato,
    un sacco con i desideri mai realizzati,
    una coperta di carezze,
    un cuscino di baci.
    Hai voluto semplicemente il mio cuore,
    la mia vita, un abbraccio,
    e ci siamo ritrovati vicini
    questo forse tra un po' sarà il più bel regalo
    che unirà ancor di più le nostre vite
    ho voglia di tanti bambini.
     
    Donne
     
    Siamo donne,
    passione, ossessione,
    mine vaganti, fiori profumati,
    farfalle variopinte.
    Segrete amanti, amiche,
    malinconici rimpianti.
    Sole, sale della vita,
    ingenue e bugiarde, maliarde.
    Pronte a carpirti il cuore,
    per poi buttarlo a mare.
    Ruffiane quanto basta,
    pensi di conquistarle,
    ma loro già hanno scelto
    e sei tu a capitolare.
    Calcolatrice e grande stratega,
    donna strega, finta dolcezza,
    mortale carezza.
    Morbido desiderio carnale,
    torbido e sensuale,
    donne e amore.
    December 17

    NIZAR QABBANI

     

     

    L'amore, amore mio

    L'amore, amore mio,
    è una poesia graziosa scritta sulla Luna,
    l'amore è disegnato su tutte le foglie degli alberi,
    l'amore è inciso
    sulle piume dei passeri,o
    sulle gocce di pioggia...
     
    Io ti amo quando piangi
     
    Io ti amo quando piangi
    e amo il tuo viso annuvolato e triste.
    La tristezza ci unisce e ci divide
    senza che io sappia
    senza che tu sappia.
    Quelle lacrime che scorrono,
    io le amo
    e in loro amo l'autunno.
    Alcune donne hanno dei bei visi
    ma diventano piu' belli quando piangono.
     
     
    Ho prenotato per noi due una stanza nella casa della luna,
    gli alberghi del mondo non mi soddisfano più,
    l'albergo dove mi piacerebbe
    alloggiare ...è la luna
    ma lì, amore mio,
    non accettano uomini soli
    ci vieni con me,
    o mia luna,
    sulla luna?
     
     
    L'amor mio mi chiede:
    " qual'è la differenza tra me ed il cielo"
    La differenza è che se tu ridi, amore mio,
    io mi dimentico del cielo
     
     
    O Signore il mio cuore non 
    mi basta più, quella che io
    amo è grande quanto il mondo
    metimene nel petto un altro
    grande quanto il mondo
     
    CONFRONTO D'AMORE

    Non rassomiglio agli altri tuoi amanti, mia signora

    Se un altro ti donasse una nuvola

    Io ti darei la pioggia

    Se ti desse un lume

    Io ti donerei la luna

    Se ti donasse un ramo germogliato

    Io tutti gli alberi

    E se un altro di donasse una nave

    Io ti darei l'intero viaggio.

    Senza titolo I

    Quando amo

    sento di essere il re del tempo

    possiedo la terra e tutto ciò che essa contiene

    e cavalco nel sole sul mio cavallo.

    Quando amo

    mi trasformo in fluida luce

    che occhio non vede

    e i versi nei miei quaderni

    si traformano in campi di mimosa e papavero.

    Quando amo

    acqua zampilla dalle mie mani

    erba cresce sulla mia lingua

    quando amo

    sono tempo fuori dal tempo.

    Quando amo una donna

    tutti gli alberi

    corrono scalzi verso di me...

    Senza titolo II

    La luce è più importante della lampada,

    la poesia più importante del quaderno,

    il bacio più importante delle labbra.

    Le mie lettere a te

    sono più potenti e importanti di noi due.

    Sono i soli documenti

    nei quali le genti scopriranno

    la tua bellezza

    e la mia follia.

     

     
    November 20

    James Joyce

    Dolce prigionia

     

     

         
    Amata, di quella sì dolce prigionia
    la mia anima è lieta...
    tenere braccia che inducono alla resa
    e voglion esser strette.
    sempre così mi trattenessero,
    Felice prigioniero sarei!

    Amata, quella notte mi tenta
    che, nel tremante viluppo delle braccia,
    in alcun modo gli allarmi
    possano turbarci ma il sonno
    a più sognante sonno si sposi e l'anima
    con l'anima giaccia prigioniera.

     

    XIV

     

     

         

    Mia bella, mia colombella,
    Lèvati, a volo !
    La notturna rugiada è un velo
    Sul mio sguardo e sulle labbra.

    Tessono i vènti odorosi
    Musica di sospiri:
    Lèvati, lèvati a volo!
    Mia bella, mia colombella!

    Io aspetto vicino al cedro,
    Mio amore, mia sorella.
    Bianco petto ha la colomba,
    Il mio sarà tuo letto.

    È su di me come un velo
    La rugiada col suo pallore.
    Mia bella, mia colombella,
    Lèvati, lèvati a volo!

     

    Semplici

     

     

     
         
    Di dolce fresca rugiada e di mite fulgore
    tesse la luna un velo di silenzio
    nell'immoto giardino ove una bimba coglie
    le semplicette foglie di insalata.

    Brine di luna stellano i cadenti capelli
    e chiaro di luna bacia la sua giovane fronte
    mentre, cogliendo, un'aria ella canticchia:
    Bella come è l'onda, bella, sei tu!

    Datemi, prego, un orecchio di cera
    che mi schermi dall'infantile cantilena
    e un corazzato cuore contro a lei
    che i semplici raccoglie della luna.

     

    L'amor mio...

     

     

         
         
    L'amor mio è vestita di luce
    In mezzo ai meli
    Dove i lieti vènti più bramano
    Di correre insieme.

    Là dove i vènti lieti restano un poco
    A corteggiare le giovani foglie,
    L'amor mio va lentamente, china
    Alla propria ombra sull'erba;

    Là dove il cielo è una coppa azzurrina
    Rovescia sulla terra ridente,
    Va l'amor mio luminoso, sostenendo
    Con garbo la veste.
    November 14

    David Herbert Lawrence

    La supplica
     
     
     

    Tu, Elena, che vedi le stelle
    bruciare come bacche di vischio in un albero nero,
    tu certo, vedendo ch'io sono una tazza di baci
    la tua bocca dovresti poggiare alla mia e di me bere.

    Elena, tu lasci svanire i miei baci
    nelle narici nere della notte; bevimi
    orsù, ti prego; tu, che baccante sei della Notte,
    come puoi sfuggire alla mia tazza di baci?

     

    Mistero

     

       
       

    Ora io sono tutto
    una tazza di baci,
    come le alte
    snelle vestali
    d'Egitto, ricolme
    dei divini eccessi.

    A te alzo
    la mia coppa di baci
    e per i recessi
    azzurri del tempio,
    verso te grido
    tra sfrenate carezze.

    Dal lucido contorno
    cremisi delle mie labbra
    si libera la passione
    giù per l'agile corpo
    bianco stilla
    l'inno commovente.

    E immobile
    davanti all'altare
    elevo il calice
    colmo, gridandoti
    di genufletterti
    e bere, Altissima.

    Ah, bevimi, su,
    che possa esser io
    entro la tua coppa
    come un mistero,
    quello del vino calmo
    in estasi.

    Luccicando immoti,
    in estasi
    i vini di me
    e di te mescolati
    in uno compiano
    il mistero.

     

    Canzone d'amore
     
     
     

    Non respingermi se ti dico
    che scordo il suono della tua voce,
    che i tuoi occhi felici dimentico, mentre indagano
    attraverso il tempo per scorgere il nostro matrimonio.

    Ma quando sbocciano i fiori del melo
    sotto la luna dalle dita pallide,
    sul mio petto vedo il tuo chiaro volto
    e i miei obblighi cancello, fingendomi malato.

    Allora alla mia camera chiudo
    le imposte per nascondere il giardino, dove lieta
    è la luna per i fiori aperti, che la seducono
    con la loro bellezza, chiedendo d'esser ricambiati.

    E a te levo le braccia dolenti
    e il mio petto avido angosciato sollevo
    e lacrimo davvero tormentandomi per te,
    e alle porte del sonno mi slancio, per riposare.

    Tutta l'ansiosa notte m'agito per te,
    sognando che sottomessa la tua bocca si porga alla mia,
    sento trasportarmi dal tuo petto vigoroso
    in un sonno che nessun dubbio o sogno può insidiare.

     

    Ragazzina
     
     
     

    L'amore ha fatto scoppiare il suo ermetico cuore
    come nei campi un'ape, nera e ambra,
    rompe il bozzolo invernale, per arrampicarsi
    sull'erba intiepidita dai novelli raggi di sole.

    Di malizia albeggiano i suoi occhi ora
    e sull'iride colorata è un luccichio
    simile a quello sull'ali ripiegate
    dell'ape, prima del volo.

    Chi, con un soffio conturbante, preciso,
    ha aperto le ali del giovane spirito timido?
    Chi ha eccitato l'animo a un inesperto volo
    nei suoi occhi di giovane ape incerta?

    Grave rende l'amore la sua voce;
    il ronzio delle sue ali esitanti, pesanti,
    fa tremare di consapevolezza le cose comuni
    che dice, e le sue parole rallegrano.

     

    November 06

    José García Nieto

    Non Esitare

    Non esitare ad amarmi; la tua resa è annunzio di dimore sospese. Poi le strade aperte della città del tuo sogno inaugureranno le acacie e il crepuscolo di giugno. Aprimi la tua chioma trafitta da coltellate di stella e le tue mani sull'acqua docilissima del freddo, come fiori,come cigni; e la tua gola che gonfia per non so che deliquii, e le tue tempie-conchiglie. Poi saremo due ombre brillanti di ricordi mutui. Non esitare; il clarino arrovella la brama lunare di noi che siamo labbra soltanto e sete.

     Che toccar la Stella o persuaderti...

    A che toccar la stella o persuaderti che al sole sono giunto per cercarti? A inventarti mi resta ancora lume e materia mi manca per forgiarti. Della luce più facile la morte, mi trafigge il tuo amore parte a parte; cerco il mio sangue, amore, per trovarti e a vederti mi specchio nelle mani. Se t'ho creato, amore, e mia non sei, dimmi, questa saggezza del ritorno a che cosa ci serve e ci lusinga. Questa luttuosa carne che sopporto, dimmi per quali notti senza luna, senza il tuo alone, il suo sogno alimenta.

    Quanto facilmente sei accorso...

    Quanto facilmente sei accorso alla mia voce, e in quale istante! Sei tu; ti riconosco perchè ti è uguale la sera; son le stesse le rose e così chiara è l'aria come quel dì. Le chiome brillano degli alberi. Sei tu, verso mio, e docile sei accorso!

    October 29

    Vinicius De Moraes

    Quando sarai arrivata...

    Quando sarai arrivata e ti avrò vista, piangendo a forza di aspettarti, cosa ti dirò? E dell'angoscia di amarti, aspettandoti ritrovata, come ti amerò? Che bacio tuo di lacrima avrò per dimenticare ciò che ho vissuto ricordando e che farò del vecchio dolore quando non potrò dirti perchè ho pianto? Come nascondere l'ombra in me sospesa per l'angoscia della memoria immensa che la distanza ha creato - fredda di vita immagine tua che io ho composto serena attenta al mio richiamo e alla mia pena e che vorrei non perdere mai più...

    Sonetto da Montevideo

    Non ridere di me, che le mie lacrime sono acqua per i fiori che hai piantato nel mio essere infelice; e questo gli basti per amarti sempre più e più. Non ti dimenticare di me, che hai rivelato la calma al mio sguardo ermo di pace e non allontanarti da me quando sarà esaurito in te quell'affetto in cui ti disperdi. Non nascondermi mai il tuo viso; dimmi sempre quel tenero addio di chi attende un nuovo tenero addio che non tarda mai per l'amante tuo dolcissimo che si è rifatto alla tua pura immagine, o angelo custode che non dai il tempo alla distanza di incaponirsi.

    Sonetto della rosa tardiva

    Come una giovane rosa, la mia amata... bruna, bella , snella, ombrosa sembra il fiore colto, ancora coperto di rugiada nell'istante in cui sta per diventare rosa. Ah, perchè non la lasci intoccata poeta, tu che sei padre, nella misteriosa fragranza del suo essere,fatto di ogni cosa tanto fragile che completa la rosa... Ma(mi dice la Voce) perchè lasciarla sullo stelo ora che è rosa commossa di essere nella tua vita quel che hai cercato così dolorosamente lungo la vita? Lei è rosa, poeta...così si chiama... senti bene il suo profumo...Lei ti ama...

    Sonetto della donna casuale

    Poichè non sei colei che io cercavo nè del mio ieri alcunchè ricordi, poichè non c'è, al di qua e al di là dei mari, qualcuno più erba e seta, avena e lava; poichè l'effimero e il vano mi riveli degli idoli antichi che adoravo e così senza inni arrivi quando io già di tutto disperavo; e poichè sei felice e ami qualcuno che è felice,fino a quel che resta di me, quando forse non più vivrai, sarai, inaspettata e lontana amica, presente in ogni pensiero, gesto e parola d'amore che avrò e dirò.

     
    October 13

    Fernardo Antonio Noguerra Pessoa

     
     

    Non so se è amore...

    Non so se è amore che possiedi o amore che simuli quello che mi dai. Dammelo. Questo mi basta. Se non lo sono più per età, che io sia giovane per sbaglio. Poco gli déi ci danno, e quel poco è illusorio. E tuttavia, quando ce lo danno, pur illusorio, come dono è autentico. Lo accolgo, chiudendo gli occhi: mi basta. Ma che pretendo di più?

     

    No: non dire nulla
     
      

    No: non dire nulla.
    Supporre ciò che dirà
    la tua bocca silenziosa
    è come udirlo già.

    Udirlo è meglio
    di come lo diresti.
    Ciò che è non affiora
    dalle frasi e dai giorni.

    Sei migliore di quello che sei.
    Non dir nulla: so.
    Grazia del corpo ignudo
    che invisibile si vede.

     

    Tutte le lettere d'amore
     
     

    Tutte le lettere d'amore sono
    ridicole.
    Non sarebbero lettere d'amore se non fossero ridicole.

    Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore, come le altre,
    ridicole.

    Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
    devono essere
    ridicole.

    Ma dopotutto
    solo coloro che non hanno mai scritto
    lettere d'amore
    sono
    ridicoli.

    Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
    senza accorgermene
    lettere d'amore
    ridicole.

    La verità è che oggi
    sono i miei ricordi
    di quelle lettere
    a essere
    ridicoli.

    (Tutte le parole sdrucciole,
    come tutti i sentimenti sdruccioli,
    sono naturalmente
    ridicole).

     

    Il mio sguardo...
     
    (Da: "Il guardiano delle greggi")
     

    Il mio sguardo è nitido come un girasole.
    Ho l'abitudine di camminare per le strade
    guardando a destra e a sinistra
    e talvolta guardando dietro di me...
    E ciò che vedo a ogni momento
    è ciò che non avevo mai visto prima,
    e so accorgermene molto bene.
    So avere lo stupore essenziale
    che avrebbe un bambino se, nel nascere,
    si accorgesse che è nato davvero...
    Mi sento nascere a ogni momento
    per l'eterna novità del Mondo...

    Credo al mondo come a una margherita,
    perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
    perché pensare è non capire...
    Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
    (pensare è un'infermità degli occhi)
    ma per guardarlo ed essere in armonia con esso...

    Io non ho filosofia: ho sensi.
    Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
    ma perché l'amo, e l'amo per questo
    perché chi ama non sa mai quello che ama,
    né sa perché ama, né cosa sia amare...

    Amare è l' eterna innocenza,
    e l'unica innocenza è non pensare...

    October 04

    Hermann Hesse

     

    Perché ti amo

    Perché ti amo, di notte son venuto da te
    così impetuoso e titubante
    e tu non mi potrai più dimenticare
    l' anima tua son venuto a rubare.

    Ora lei è mia del tutto mi appartiene
    nel male e nel bene,
    dal mio impetuoso e ardito amare

    nessun angelo ti potrà salvare.

     

    Walzer brillante

     

    Una danza di Chopin irrompe nella sala,
    una frenetica, scatenata danza,
    Le finestre riflettono aria di tempesta,
    una corona appassita orna il pianoforte.

    Il pianoforte tu, il violino io,
    così suoniamo e non finiamo mai
    ed aspettiamo ansiosi, tu ed io,
    chi romperà per primo l'incantesimo.

    Chi si fermerà per primo in mezzo al ritmo
    e spingerà via da sé i lumi,
    e chi per primo farà la domanda
    alla quale risposta non c'è.

    AMORE

     

    La mia felice bocca nuovamente incontrare vuole
    le tue labbra che baciando mi benedicono,
    le tue dita care voglio tenere
    e giocando congiungerle con le mie dita,

    saziare il mio assetato sguardo col tuo,
    avvolgere il mio capo nei tuoi folti capelli,
    con le mie membra giovani e sempre sveglio voglio
    rispondere a ogni movimento delle tue membra

    e da sempre nuovi fuochi d'amore
    rinnovare mille volte la tua bellezza,
    finché entrambi appagati e grati
    ci troviamo felicemente sopra ogni dolore,

    finché senza desideri salutiamo il giorno e la notte,
    l'oggi e l'ieri come fratelli amati
    finché camminiamo sopra ogni fare e ogni agire
    come raggianti in una pace completa.

     

    IO TI CHIESI

    Io ti chiesi perché i tuoi occhi
    si soffermano nei miei
    come una casta stella del cielo
    in un oscuro flutto.

    Mi hai guardato a lungo
    come si saggia un bimbo con lo sguardo,
    mi hai detto poi, con gentilezza:
    ti voglio bene, perché sei tanto triste.-

     

     

     

     

     

     

     

     

    September 24

    Stéphane Mallarmé

    SOSPIRO
     
    La mia anima verso la tua fronte, o calma sorella,
    un autunno cosparso di lentiggini,
    e verso il cielo errante del tuo occhio angelico,
    sale, come in un giardino melanconico,
    fedele, un bianco getto d'acqua sospira verso l'Azzurro!
    - Verso l'Azzurro intenerito d'ottobre pallido e puro
    che guarda nelle grandi vasche il suo languore infinito,
    e lascia, sull'acqua morta dove la fulva agonia
    delle foglie erra al vento e scava un freddo solco,
    trascinarsi il sole giallo con un lungo raggio. -
     

    Il Cigno

     
     
         
         

    Il verginale, il bello e il vivace presente
    Con un colpo dell'ala ebbra ecco ci spezza
    Il duro lago obliato chiuso dal trasparente
    Ghiacciaio di quei voli che mai seppero altezza!

    Un cigno d'altri giorni se stesso a ricordare
    S'abbandona magnifico, ma ormai senza rimedio
    Per non aver cantato la plaga ove migrare
    Quando già dello sterile inverno splenda il tedio.

    Questa bianca agonia inflitta nello spazio
    Al collo che lo nega lo scuoterà di strazio,
    Ma non l'orror del suolo dove sta prigioniero.

    Forma che dona ai luoghi il suo candor di giglio,
    Il Cigno senza moto nell'inutile esilio
    Si veste del disprezzo d'un gelido pensiero

     

    Apparizione

     

     

         
         

    La luna s'attristava. Serafini in lagrime
    sognando, con l'archetto fra le dita nella calma dei fiori
    vaporosi, traevano da morenti viole
    bianchi singhiozzi scivolanti sull'azzurro delle corolle.
    – Era il giorno benedetto del tuo primo bacio.
    La mia fantasticheria, dilettandosi di martoriarmi,
    s'inebriava sapientemente del profumo di tristezza
    che, pur senza rimpianto e senza disgusto, lascia
    l'aver colto un Sogno al cuore che lo colse.
    Erravo dunque, fisso l'occhio sul selciato invecchiato,
    quando, con del sole sui capelli, nella via
    e nella sera tu ridendo mi apparisti,
    e credetti vedere la fata dal cappello di luce,
    che un tempo sui miei sonni belli di bimbo viziato
    passava, sempre lasciando dalle mani mal chiuse
    nevicare bianchi mazzi di stelle olezzanti.

     

    Rondelli (II)

     

     

     

    Dal "Fogli d'Album"  
         

    Se tu vuoi noi ci ameremo
    con le tue labbra senza dirlo,
    questa rosa non la spezzare
    che a versare un silenzio peggiore

    mai canti lancino pronti
    lo sfolgorio del sorriso,
    se tu vuoi noi ci ameremo
    con le tue labbra senza dirlo

    muto muto tra i cespugli,
    silfo nella porpora imperiale,
    un bacio fiammeggiante si dilania
    fino alle punte delle piccole ali
    se tu vuoi noi ci ameremo.

     

     

    September 21

    Eugenia Calaudi

    PER QUELL’AMORE…

                                                                           

     

    Non andrò via da te…

    Dal cuore che richiama ogni mio senso

    da quelle braccia che mi stringono

    levandomi il respiro.

    Per quell’amore che mi hai dato,

    per quell’amore che ho trovato.

    Per tutto ciò che rappresenti

    il mio sogno, il mio domani

    Le tue lacrime come cristalli

    rotolano sulle mie mani.

    Non ti lascio, vivo di te

    per la vita che mi hai dato

    per il sogno che ho goduto.

    Riposa su questo mio cuore

    dove dimora il tuo sorriso

    Per quel battito che ho sentito,

    per quelle voci che ho udito.

    Per quelle nostre promesse

    racchiuse nel vento

    Per le tue carezze per i tuoi sospiri.

    Avvolti nel mistero di un amore,

    quei sorrisi parlano di tenerezza

    contemplando l’addio alla

    tristezza e alla malinconia

     Due mani, due cuori, un solo respiro,

    un solo istante che vive

    di magiche emozioni

    Per noi amore che guardiamo

    al futuro con gli stessi occhi,

    per noi che incrociamo

    i nostri destini.

    Per quegli attimi che, inesorabili,

    accarezzano i pensieri nella notte

    e poi ancora e ancora una volta

    assieme per la vita, per l’amore,

    per la tenerezza che riscopro nei tuoi

    occhi ogni volta che ti guardo.

    Vivimi oggi, vivimi sempre e comunque.

    Vivimi nell’istante in cui ti ho amato.

    Vivimi nell’istante che il sogno muore

    e genera la realtà.

    Vivimi ancora in questa lontananza,

    per quella passione che rinvigorisce l’anima,

    per quella melodia che le da’ vita.

    TI AMO

    Eugenia Calaudi

     

    Amare

     

     

     Ti cerco fra mille lacrime

    tra mille pensieri che confondono il tuo ricordo.

    Ti cerco in una stella che mi fa compagnia

    in questa notte buia.

    Frugo nei cassetti del perduto amore,

    lontano nel tempo beffardo

    inseguo il sogno, il nostro sogno,il mio!

    Fragili come un cristallo, si frantumano i miei desideri

    più nascosti.

    So che non sarà mai!

    So che le tue mani mai più sfioreranno i miei capelli e

    che il tuo sorriso non riecheggerà mai più

    nelle mie giornate, ma io che posso farci?

    Solo colpevole di amarti ancora

    e tu reo di essere, instancabilmente, nei miei pensieri, tra i miei fogli, fra le pieghe delle mie lenzuola e nell’aria che respiro…

    Dove sei dolcissimo amore mio?

    Perché ti perdo ogni volta che ti ritrovo e queste

    maledette lacrime non fanno altro che ricordarmelo…?

    Perché fuggi da me, dalle mie labbra, dal mio cuore,

    dai miei occhi e dai miei sorrisi?

    Ho bisogno di te! Ti vorrei dalle prime ore del mattino

    alle ultime della notte, quando sono sola e ascolto i suoi silenzi,

    quando il pensiero di ogni tuo respiro si insinua

    furtivo, fra le mie lacrime.

    Che ne sarà dei nostri baci e dei momenti passati

    a ridere di noi.

    Che ne sarà di quella tenera poesia che i tuoi occhi

    dedicarono al mio sguardo…

    Una piccola realtà, grande come il mare che

    s’infrange contro un cuore disperso nel vento di settembre.

    I miei pensieri come tanti granelli di sabbia

    giocano a rincorrere i mie sogni ribelli.

    Mi manchi e mi manca l’aria nei polmoni appena il tuo ricordo

    si affaccia alla mia mente.

    Amarti, solo questo può farmi vivere.

    Amare il tuo profumo che i inebria i sensi,

    amare la tua assenza che affligge l’anima!

    Amare i tuoi occhi, le tue mani, la tua bocca.

    Amarti in ogni senso e dimensione!

    Amarti fino allo sfinimento dei sensi,

    fino a quando non esisteranno più parole

    per descrivere il mondo.

    Fino a quando le onde del mare non

    smetteranno di infrangersi sulla riva e

    le stelle dell’Universo non si spegneranno

    per sempre.

    Ecco amore mio,

    solo allora smetterò di amarti…

    Il mio amore andrà oltre la morte e segnerà l’Eternità!

    Eugenia Calaudi

     

    Se fossi un angelo

     

    Se fossi un angelo volerei da te
    e starei sempre al tuo fianco.
    Così senza parlare bacerei
    ogni tua lacrima di tristezza e la trasformerei
    in una lacrima di gioia.
    Ti regalerei un sorriso per ogni attimo della tua vita.
    Nel momento in cui capirò che non hai più bisogno di me
    volerò via in silenzio come sono arrivato,
    lasciando dietro di me il profumo di un dolcissimo ricordo,
    delicato come una rosa e raro come una perla...

    Eugienia Calaudi

     

    September 19

    Elizabeth Barrett Browning

     
     

    Come ti amo? -

     

     Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
    Ti amo fino agli estremi di profondità,
    di altura e di estensione che l’anima mia
    può raggiungere, quando al di là del corporeo
    tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
    Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
    alla luce del giorno e al lume di candela.
    Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
    Ti amo con la stessa purezza con cui essi
    rifuggono dalla lode;
    Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
    e quella che fanciulla mettevo nella fede;
    Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
    coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
    i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
    se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte.
    Elizabeth Barrett Browning

     
     
     
    La schiava greca di Hiram Powers
     

    Si dice che la Bellezza Ideale non possa entrare nella
    casa d'angoscia. Una figura straniera sta sulla soglia,
    con le mani incatenate, la Schiava greca:
    come se lo scultore eleggesse lei,
    (quella perfezione impassibile che egli le diede,
    ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
    per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
    con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo,
    infuocato dito dell'arte! - e spezza presto
    la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
    dalla pura sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
    Cattura nel tuo volto divino,
    le pene e dell'oriente e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti,
    da tuoni di bianco silenzio sconfitti!

     

    Elizabeth Barrett Browning

     

    XIV)

     

    E se mi devi amare per null’altro sia

    che per amore. Non dire "L’amo per il

    suo sorriso, il suo sguardo, il modo

    gentile di parlare, per le sue idee

    che si accordano alle mie e che un giorno

    mi resero sereno". Queste cose possono

    Amato, in sé mutare o mutare per te.

    Così fatto un amore può disfarsi.

    E ancora non amarmi per la pietà che

    le mie guance asciuga. Può scordare

    il pianto chi ebbe a lungo il tuo

    conforto, e perdere così il tuo amore.

    Ma amami solo per amore dell’amore,

    che cresca in te, in un’eternità d’amore!

    Elizabeth Barrett Browning

     

    Amato, mio amato...
    (Sonetto XX)
     

    Amato, mio Amato, quando penso
    che tu eri nel mondo un anno fa,
    e io, qui nella mia neve, non vedevo orma,
    né udivo fendersi il silenzio alla tua voce.
    Invece, anello dopo anello,
    le catene contavo,
    come se mai dovessero cadere,
    sciolte dalla tua mano.
    E adesso bevo alla coppa di una vita di prodigi.
    Fu ben strano non sentirti fremere,
    la notte o il giorno, per un tuo gesto o atto,
    né presentire nei bianchi fiori
    che vedevi crescere, una tua essenza.
    Così è ottuso l'ateo, che di Dio non sente la presenza.

    Elizabeth Barrett Browning

     

     
    Sonetto XIV


    Se devi amarmi, per null'altro sia
    se non che per amore; non dire mai:
    "L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
    la gentilezza del parlare, il modo
    di pensare conforme al mio,
    che mi rese sereno un giorno". Queste
    son tutte cose che posson mutare,
    Amato, in se' o per te, e un amore
    cosi' sorto potrebbe poi morire.
    E non amarmi per pieta' di lacrime
    che bagnino il mio volto. Puo' scordare
    il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
    e perderti. Soltanto per amore
    amami - e sempre, per l'eternita'.

    Elizabeth Barrett Browning

    Amato
    (Sonetto XLIV)
     

    Amato, mi portasti estate e inverno
    molti fiori colti in giardino che qui,
    al chiuso della stanza, parevano
    sbocciare come a pioggia e a sole.
    Ora per amore raccogli i miei pensieri,
    qui pure germogliati,
    che colsi al freddo e al caldo, dal mio cuore.
    Sì, in attesa di essere da te potati,
    aiuole e pergolati
    si sono ricoperti di ruta ed erbe amare,
    ma c'è anche l'edera e la rosa canina.
    Conservale, come io feci coi fiori,
    e mettile dove non sfioriscano.
    Agli occhi insegnane i colori,
    all'anima dì che le radici sono nella mia.

    Elizabeth Barrett Browning


    La prima volta che lui mi baciò
    (Sonetto XXXVIII)
     

     

    La prima volta che lui mi baciò,
    baciò solamente le dita della mano che scrive
    che si fece così più delicata e bianca,
    restìa al mondo ma non coi suoi. "Senti?",
    al brusio degli angeli. Ora io non vorrei
    un anello di ametista alla vista più puro
    di quel bacio. Fu più in alto il secondo,
    e, cercando la fronte, si perse una metà
    sopra i capelli. O dono supremo!
    Crisma d'amore che con benefiche dolcezze
    precede la vera ghirlanda d'amore.
    Il terzo fu deposto, perfetto, sulla mia bocca,
    e fin d'allora, superba, io ripeto:
    Mio unico, mio amato!

    Elizabeth Barrett Browning

    Come ti amo?
     
     
     

    Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
    Ti amo fino agli estremi di profondità,
    di altura e di estensione che l'anima mia
    può raggiungere, quando al di là del corporeo
    tocco i confini dell'Essere e della Grazia Ideale.
    Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
    alla luce del giorno e al lume di candela.
    Ti amo liberamente,
    come gli uomini che lottano per la Giustizia;
    Ti amo con la stessa purezza
    con cui essi rifuggono dalla lode.
    Ti amo con la passione
    ù delle trascorse sofferenze
    e quella che fanciulla mettevo nella fede.
    Ti amo con quell'amore che credevo aver smarrito
    coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
    i sorrisi, le lacrime dell'intera mia vita! - e, se Dio vuole,
    ancor meglio t'amerò dopo la morte.

    Elizabeth Barrett Browning

     

    September 16

    William Shakespeare

    William Shakespeare


    SONETTO XLVI

    Occhio e cuore hanno in me guerra mortale chè la tua vista vogliono spartirsi: al cuore l'occhio sbarrare l'immagine vorrebbe, il cuor nega all'occhio i diritti. Afferma il cuore che dimori in lui - scrigno ove d'occhi il cristallo non penetra - ma un tale asserto l'avversario esclude: "Dimora in me quella bella parvenza". S'è riunito per assegnare il titolo un giurì di pensieri(partigiani tutti del cuore) e in verdetto han deciso quanto al chiaro occhio spetta e al cuore caro, così: all'occhio la parte che è fuori; l'amor che hai dentro, è diritto del cuore.

    William Shakespeare


    SONETTO LVII

    Sono il tuo schiavo, a che mai dovrei attendere se non ai tempi del tuo desiderio? Tempo prezioso altro non ho da spendere nè servigi, finchè tu non li chiedi. Non oso accusar l'ora senza termine - mio signore - se scruto sul quadrante attendendoti, o il crudo dell'assenza poi che al tuo servo l'addio pronunciasti. Non oso chieder col pensier geloso dove esser puoi, che fai, immaginare: come uno schiavo triste penso solo quanta gioia dai ora a chi t'è accanto. Sì folle è amore, che nella tua voglia - fa' ciò che vuoi - nulla di male coglie.

     

    William Shakespeare


    SONETTO XLVII

    Fra l'occhio e il cuore s'è stretta alleanza adesso, e l'un rende l'altro servigi, quando l'occhio mi ha fame di uno sguardo o sfanno il cuor gli amorosi sospiri: del mio amore fa festa con l'immagine l'occhio, e il cuor chiama al dipinto banchetto; all'occhio ospite è il cuore in altri casi e i pensieri d'amor con lui parteggia. Così, in immagine o nell'amor mio, lontano, sei con me presente sempre: Dei pensieri più in là non puoi fuggire e sempre io son con loro e lor con te, o, se dormono, l'immagine appare e il cuor risveglia, e il cuore e l'occhio affascina.

    William Shakespeare


    SONETTO LXXV

    Come il cibo alla vita sei per me, come alla terra acquazzoni di maggio, e per tuo amore così mi tormento come per l'oro suo pena l'avaro che del possesso ora esulta,ma già teme che i suoi tesori involi il tempo: e ora bramo di starti unico accanto ora che il mondo ammiri il mio piacere, sazio talor soltanto del vederti, poi subito affamato di uno sguardo; e non v'è gioia ch'io tenga o insegua, se da te non l'attendo o non m'avanza. Così divoro e languo ognor, vorace tutto afferrando o morendo di fame.

    William Shakespeare


    SONETTO XCI

    Chi la nascita e chi la maestria vanta, chi le ricchezze o il vigore, chi vesti conce all'ultimo grido, bracchi e falconi, o i cavalli ancora. Nel suo piacere ogni umor si compiace ove un diletto trovi oltre ogni bene, ma niun di questi al mio può misurarsi, chè li supero in un bene supremo. Più è l'amor tuo per me che un'alta nascita, più che ricchezze ricco o pregiatissime vesti, è più gioia che falchi o cavalli: ho te, e l'orgoglio d'ogni uomo vinco. Ma una sventura c'è:tutto puoi togliermi e farmi il più sventurato degli uomini.

     

    September 15

    Paul Eluard

    Paul Eluard


    Parlare senza avere niente da dire...

    parlare... senza aver niente da dire comunicare in silenzio i bisogni dell'anima dar voce alle rughe del volto alle ciglia degli occhi agli angoli della bocca parlare tenendosi per mano tacere... tenendosi per mano

    Paul Eluard


    Quei tuo capelli...

    Quei tuo capelli d'arance nel vuoto del mondo, Nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e D'ombra dove con nude mani cerco i tuoi riflessi, Chimerica è la forma del tuo cuore E al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia. O sospiri di ambra, sogni, sguardi. Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria Mia oscurata è ancora d'averti vista giungere E sparire. Ha parole il tempo, come l'amore.

    Paul Eluard


    L'innamorata

    Mi sta dritta sulle palpebre E i suoi capelli sono nei miei, Di queste mie mani ha la forma, Di questi miei occhi ha il colore, Dentro l'ombra mia s'affonda Come un sasso in cielo. Tiene gli occhi sempre aperti Né mi lascia mai dormire. I suoi sogni in piena luce Fanno evaporare i soli, E io rido, piango e rido, Parlo e non so che dire.

    Paul Eluard

    Manuel Altolaguirre

    Manuel Altolaguirre


    Le tue parole

    Appoggiata alla mia spalla sei la mia ala destra. Come se tu spiegassi e tue tenere nere penne, m'innalzan le tue parole a un candidissimo cielo. Esultanza.Silenzio. Seduto ora al mio tavolo, mi sanguina la spalla, la tua assenza mi duole.

    Manuel Altolaguirre


    Il tuo nudo

    Il cielo del tuo tatto dorato copriva l'occulto giardino di passione e di musica. Alte edere di sangue abbracciavano le tue ossa. La carezza dell'anima - trepida brezza - moveva tutto quel che tu eri. Vaghissimo crepuscolo di rossore e indolenza era la tua pelle! Restavi come astro senza scintillio che dal sole riceva la luce del tuo alone. Soltanto sotto i tuoi piedi era notte. Eri prigione di musica, dalla musica catturata che tentava fuggire in ogni tuo gesto, ma che uscir non poteva e s'affacciava come un bimbo ai vetri dei tuoi occhi limpidi.

    Manuel Altolaguirre


    Sul mare

    Non posso sapere le ore che accumulo lungi da te. Un sole implacabile vieta che il tempo passi. Non arriva la notte mai. Io volo sotto una luce ch'é morte, luce che accerchia il tuo mondo, luce che, s'io non corressi la corsa dell'astro, sarebbe per me l'aurora. Felice te, che non hai luce costante; che godi notte e giorno nell'anima. Non sai che cosa è smarrirsi illuminato e insonne nello spazio, tra nubi, senza essere angelo, senza essere angelo.

    Manuel Altolaguirre


    L'alba

    La pioggia è sguardi d'angeli in gloria, accordi di cristalli. E su tutto questo: l'allegria di stare non accanto, né sopra e neppure dentro, ma in Lei. Confusi entrambi, più che fusi. Diventati ormai un solo corpo, un'anima sola che bacia se stessa negli spazi bianchi, dimentica del mondo.

    Manuel Altolaguirre

    September 14

    Vellise Pilotti

    CIELO D'APRILE

    da "Soprattutto il sole"

     

    Nuvole plumbee,
    in questo cielo d'aprile.
    Il sole è appena scomparso
    e sembra già che stia per piovere.
    Lo sguardo si perde oltre l'orizzonte.
    Il sole è appena scomparso,
    ma mi manca già,
    come la gioia
    quando scompare,
    e lascia un vuoto nel cuore.
    E' un cielo plumbeo,
    questo cielo d'aprile.
    Ora che piove,
    sulla terra arata,
    sulla vigna curata,
    sull'erba, e sui fiori di ciliegio,
    che cadono ,
    silenziosi e bianchi.
    Un vento freddo,
    brividi sulla mia pelle,
    che non conosce carezze.
    Ma forse domani tornerà il sole,
    tornerà a sorridere
    questo cielo d'aprile.

     

    Vellise Pilotti

     

    ASCOLTA IL SILENZIO
    da "Soprattutto il sole"
     
    Spegni la TV,
    quello che dice
    non mi importa più,
    voglio ascoltare il silenzio.
    Ascolta il silenzio,
    siedi e chiudi gli occhi,
    lascia che i tuoi pensieri
    scivolino fuori,
    come l'acqua da una corolla
    dopo la pioggia.
    Il giorno sta finendo,
    il sole si è chiuso piano
    alla spalle,
    la porta della sua stanza,
    al margine del cielo.
    Ascolta il silenzio,
    senti il profumo del fieno,
    che l'aria porta fin qui.
    Anche le rondini
    sono andate a dormire,
    hanno cessato il loro andirivieni.

     

    Vellise Pilotti

    VITA
    da "Soprattutto il sole"
     

    Vita, tu sei il sole
    che riscalda la terra.
    Vita, tu sei ogni alba
    e ogni tramonto,
    ogni parola e ogni pensiero.
    Tu sei in ogni gesto,
    in ogni sorriso.
    Tu sei l'emozione più grande,
    e l'istinto più profondo.
    Tu sei il cuore del mondo.
    Anche se non sei quella che vorrei,
    il pensiero di arrendermi
    non mi sfiorerà mai.
    Vita, tu sei ogni fiore nel prato,
    ogni insetto indaffarato,
    ogni luce nell'ombra,
    ogni sogno, nel tepore del mio cuscino.
    Vita, ogni giorno è un' attimo ,
    che passa veloce;
    e vorrei gridare: "fermati, aspetta!"
    Vita, tu sei mia.

     

    Vellise Pilotti

    EROI
    da "Soprattutto il sole"
     

    Siamo noi gli eroi,
    quelli che continuano a sperare
    anche quando si dovrebbero
    rassegnare.
    Siamo noi i cavalieri,
    con la spada o senza,
    che cavalchiamo questa vita
    in lotta continua.
    Siamo noi che non sappiamo
    se domani saremo ancora qui,
    a ridere così
    di quella stupidaggine
    che hai detto tu.
    E intanto il tempo passa,
    e ci sembra di non aver vissuto
    veramente,
    ma solo di essere rimasti a galla,
    senza saper nuotare.
    Siamo noi gli eroi
    condannati a vivere,
    in questo mondo che non ci vuole.
    Siamo noi che non vinciamo mai,
    e se facciamo una gara
    è sempre contro di noi.

     

    Vellise Pilotti

     

    MATURITA'

    Esser maturi non vuol dire
    non sognare più.
    Forse è cadere,
    rialzarsi con più fatica,
    ma ritornare a volare.
    E ai sogni non rinunciare mai.


    Vellise Pilotti

     

    COLORI D'OTTOBRE

     

    Brillano le foglie d'acqua
    sulla solitaria strada.
    Silenziosi crepuscoli
    si accendono su ogni foglia rossa.
    Marrone ardente
    si brucia e diventa quasi nero
    vicino all'erba ancora verde.
    Giallo sole
    lucente calore
    si fonde nel nocciola
    riflesso che muore
    e riaffiora,
    nell'ombra-luce.
    Funghi camuffati di foglie
    per non dare nell'occhio
    fanno la loro comparsa
    un po' storti
    attaccati ad un albero.

    Vellise Pilotti

     

    FORTE E FRAGILE


    Non credere
    che io non sia fragile,
    mi basta una parola
    per stare male.
    Sono forte
    perché la vita
    non mi ha regalato niente.
    Ho sempre inventato storie
    per non sentirmi sola.
    La vita è un'altalena
    tra il male e il bene,
    tra il brutto e il bello,
    la follia e la ragione.
    L'equilibrio
    è un'equazione,
    che non sempre riusciamo a risolvere.
    Siamo come le lucertole,
    ci stendiamo al sole,
    per poterci scaldare,
    e se ci prendono per la coda
    la lasciamo,
    ne crescerà un'altra,
    e ricominceremo.
    Vellise Pilotti

    September 12

    José Martí

    José Martí


    Dai tuoi occhi arrossati...

    Dai tuoi occhi arrossati e da un fermaglio mal messo, pensai che passasti la notte giocando a giochi proibiti. Ti odiai come vile e traditrice: ti odiai con odio di morte: mi nauseava vederti così perfida e così bella. E dal biglietto che ho visto non so dove né quando, so che sei stata a piangere tutta la notte per me.

    José Martí


    Che importa se il tuo pugnale...

    Che importa se il tuo pugnale mi si pianta nella schiena? Ho i miei versi, che sono più forti del tuo pugnale! Che importa se questo dolore prosciuga il mare e oscura il cielo? Il verso, dolce consolazione, nasce alato dal dolore.

    José Martí


    Eccoti il petto, donna...

    Eccoti il petto, donna, so già che lo ferirai: più grande dovrebbe essere, perché lo ferissi ancor più! Perché noto, anima pervertita, che nel mio petto miracoloso, più profonda è la ferita e più il canto diventa grazioso.

    José Martí


    Del tiranno? Del tiranno dì tutto...

    Del tiranno? Del tiranno dì tutto, dì di più! E inchioda con furia di mano schiava sopra il suo obbrobrio il tiranno. Dell'errore? Ah, dell'errore dì l'antro, dì i viottoli tenebrosi: dì quanto puoi del tiranno e dell'errore. Della Donna? Ebbene, può darsi che tu muoia del suo morso; ma non macchiar la tua vita dicendo male di Donna.

    José Martí


    Nello strano bazar dell'amore......

    Nello strano bazar dell'amore, accanto al mare, la perla triste e senza pari toccò in sorte ad Agar. Agar, da tanto tenerla in petto, da tanto vederla, Agar giunse ad odiarla: la calpestò, la gettò in mare. E quando Agar, invelenita d'inutile furia, e piangente, chiese al mare la bella perla, disse il mare burrascoso: <<Che facesti, sciocca, che facesti della perla che avesti? La calpestasti, me la rendesti: io serbo la perla triste>>.

    José Martí


    Il leopardo ha un rifugio...

    Il leopardo ha un rifugio nella foresta aspra e cupa: io ho più del leopardo, perchè io ho un buon Amico. Dorme come su un giocattolo la musmè sul suo poggiatesta di acero del Giappone: io dico: <<Il miglior cuscino è un Amico>>. Il suo lignaggio ha il conte; ha l'aurora il mendico: l'ala ha l'uccello:io ho laggiù in Messico un Amico! Ha il signor presidente un giardino con una fontana, e un tesoro in oro e contanti: io ho di più, io ho un Amico.

    José Martí


    Riversa , cuore, la tua pena...

    Riversa , cuore, la tua pena dove non si possa vederla, per superbia, e per non essere motivo di pena altrui. Io ti amo, verso amico, perché quando sento il petto ormai troppo oppresso e disfatto, divido il peso con te. Tu mi sopporti, tu reggi nel tuo grembo amoroso tutto il mio amore doloroso, tutte le mie ansie e pene. Tu, affinchè io possa nella calma amare e agire bene, acconsenti a intorbidire le tue correnti con quanto mi opprime l'alma. Tu, affinché io passi fiero per la terra, e senz'odio, e puro, ti trascini, pallido e duro, mio amoroso compagno. La mia vita così si incammina al cielo limpida e serena, e tu porti la mia pena con la tua pazienza divina.